Pubblicato da il 24 dic 2019 in Uncategorized | o commenti

quasi quasi cucino un workshop

quasi quasi cucino un workshop

E’ documentato. Ogni anno nel nostro Paese In Italia vengono organizzati da illustri sconosciuti centinaia e centinaia di workshop. Il costo? Mediamente 200/250 euro per due giorni di formazione che vi lasceranno straordinariamente arricchiti.

E’ una nuova professione, questa. Ed io sai ora che faccio? Organizzo un bel workshop di due giorni. Saranno ammessi al massimo 15 allievi. E durerà da sabato mattina a domenica pomeriggio, tanto io non ho nient’altro da fare.

E cosa gli racconterò a questi signori? Sabato mattina un’ora buona passa facile per dare il tempo agli allievi di presentarsi (4 minuti per ciascuno).

Subito dopo mi prendo un’ora e mezza per raccontare chi sono io, perché sono importante, il mio cursus honorum (premi, esperienze, partecipazioni prestigiose, proiezione e commenti di mie fotografie, ecc.) – E’ ormai l’ora per un breve coffe-break. Poi si ritornerà in aula e spiegherò a fondo le finalità del mio work shop. Ed è già l’ora di uno spuntino. Alle 14.30 riprendiamo. Oggi dovrò approfondire:

== l’importanza del ritratto come strumento per scoprire in che modo il fotografo possa esprimere la personalità della persona ripresa.

== dovrò insistere sul come approcciarsi al modello, su come farlo sentire a suo agio perché non abbia a chiudersi in sé stesso in una cappa di incomunicabilità. E’ fondamentale.

== passerò poi a chiarire che il ritratto a bambini, ad adolescenti, ad anziani, ed  a seconda che siano maschi o femmine, vada gestito con modalità differenti.

== Utilizzerò i ritratti famosi di Che Guevara, di Hitler, di Papa Giovanni XXII, di Berlusconi, di Madre Teresa di Calcutta, di Iva Zanicchi, di Balotelli, per discutere con gli allievi della loro figura umana, così come emerge da questo o da quel ritratto.

== Racconterò poi come Io mi sia trovato in difficoltà con certi personaggi, e come però sia riuscito a superare le loro diffidenze iniziali.

== Ciascuno degli allievi confesserà le difficoltà incontrate nel proprio iter e di come abbia tentato di cavarsela.

== Lascerò agli allievi tre ore libere per fotografarsi a vicenda. E domani mattina ci scambieremo le nostre impressioni per poter arrivare a conclusioni determinanti.

Per oggi basta così, ora si va a cena. E domani pomeriggio? Domani è un altro giorno. Calma! Aspettate e vedrete!

Anticipo infine che questi approfondimenti di psico/fotografia sono basilari per la formazione di un buon fotografo.

 

(firmato : ORONZO BELLAVITA – FOTOWORKSHOPPISTA  DI FAMA INTERNAZIONALE )

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