Pubblicato da il 14 apr 2020 in Uncategorized | o commenti

LA FOGRAFIA MIA PIU’ BELLA

 

Ore 00.15 del 15 luglio 2016 – Squilla il telefono a casa mia a Nizza. Siamo appena andati a letto.

Pronto Filippo, sono Raffaella. Dove siete?” 

Raffa, siamo a casa, a Nizza, e ci siamo appena messi a letto”

“Ma non sapete nulla? A Nizza c’è un macello in questo momento”

 

Raffaela mi sapeva in viaggio con mia moglie da Milano a Nizza.

Abbiamo appreso così che sulla Promenade des Anglais giacevano i resti di più di 80 esseri umani, spazzati via dalla vita da un folle. Esseri umani che erano in attesa dei fuochi di artificio per la Festa Nazionale di Francia.

Ed eccomi alla mia fotografia. L’ho scattata il giorno 20 alle ore 18.08 – La città accoglie in kilometri di marciapiedi tonnellate di fotografie, di messaggi d’amore e di amicizia, di ingenui peluche, di invocazioni.

Ed io vedo questo disegno infantile. E’ forte, è fortissimo. Solo una parola <PERCHE’?> – E’ un interrogativo che non avrà una risposta puntuale. Ne avrà centinaia. Alcune pulite, igieniche, altre figlie della insania collettiva di oggi in tempo di Coronavirus.

Io non ho paura del Coronavirus. Sono spaventato dalle porcherie, dagli inviti alla violenza, palesi e malcelati, che impazzano oggi sui social, sulla stampa, nelle TV nazionali e di quartiere, nei luoghi malsani della politica, in quelli patogeni di verbosi e sgrammaticati ed inutili opinionisti. Se io avessi poteri pieni formulerei una legge superiore più o meno così formulata “Tutti coloro che denunziano come cretine o impraticabili le opinioni altrui siano affidati al Boia. A meno che essi non abbiano corredato i loro sfoghi anali con proposte documentatamente fattibili”

Basta per piacere con quelli che “Tizio ha sbagliato, Caio propone minchionate, Sempronio è fuori di testa.

Chiudo con lo storico Paolo Giovio che scrisse di Petro Aretino “qui giace l’Aretin, poeta tosco, che d’ognun disse mal fuorché di Cristo, scusandosi col dir “Non lo conosco”  

E l’aretino così rispose “qui giace il Giovio, storicone, altissimo. Di tutti disse mal fuorché dell’asino, scusandosi col dir “egli è mio prossimo”.

 

Vi chiedo, se smettessimo di dare spazio a tale Vittorio Sgarbi, o a tale Vittorio Feltri? Non mi fanno neanche vomitare. E sì che se ne trarrebbe gran beneficio.DSC_2179

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