Pubblicato da il 25 set 2014 in A colloquio con la redazione | 3 commenti

A parità di impostazioni, su reflex diverse si otterrà lo stesso risultato?

A parità di impostazioni, su reflex diverse si otterrà lo stesso risultato?

 

Buonasera.

Volevo porre un quesito: a parità di diaframma , tempo di esposizione, sensibilità iso e stessa lunghezza focale di obiettivo (impostazioni identiche) con reflex diverse, e anche intendo con marche diverse, si otterrà una foto esposta nello stesso modo, o per lo meno dai risultati quasi uguali, o le foto potrebbero risultare molto diverse?

3 Commenti

  1. Caro omonimo,

    a parità di condizioni di scatto si dovrebbero ottenere immagini identiche, ma non è così. I motivi sono molteplici, ma quello preponderante è dato dalla differenza tra sensibilità ISO nominale e reale.
    Molte case produttrici non concordano sul metodo di misurazione della sensibilità, dunque quelli che sono considerati 100 ISO da una potrebbero essere 80 ISO per un’altra, o 120 ISO.
    La variazione rispetto alla sensibilità nominale arriva anche a superare 1/3 di stop, e se confrontasse due macchine agli estremi di questa variazione, la differenza relativa tra le due sensibilità nominali potrebbe, in teoria, arrivare a superare il mezzo stop portando a immagini differenti.
    Quantificare il “molto” è sempre difficile però, indicativamente, possiamo dire di sì: vuoi per la differenza nel tempo di esposizione necessaria ad avere una immagine correttamente esposta, che può portare a foto mosse, vuoi per la differenza di sensibilità necessaria a mantenere un determinato tempo di scatto, che può determinare immagini con maggiore rumore, il risultato potrebbe essere differente.
    Il punto è: la sensibilità ISO ereditata dal mondo della pellicola ha ancora un senso oggi? Perchè se una volta, messa una pellicola, non si poteva cambiare sensibilità fino alla fine del rullo, e la sensibilità stessa era una caratteristica intrinseca di quel determinato rullo, oggi i sensori nascono con una sensibilità base e per tutte le altre si lavora attraverso l’amplificazione del segnale: 200 ISO non sono una sensibilità reale ma, per esempio, 100 ISO amplificati fino a simulare una sensibilità nativa di 200 ISO.
    Non è un caso se oggi le macchine dispongono della funzione AUTO ISO e consentono la regolazione della sensibilità in terzi di stop, e forse una variazione continua della sensibilità sarebbe addirittura auspicabile: perchè saltare da 160 ISO a 200 ISO quando potrei avere la necessità di impostare una sensibilità di 173 ISO per ottenere una immagine correttamente esposta con quella determinata coppia tempo-diaframma che voglio utilizzare?
    Insomma, come avrà capito la sensibilità ISO, complice la sempre maggiore pulizia delle immagini, sta diventando un parametro secondario a supporto dei due altri fattori che regolano l’esposizione, tempo e diaframma, che hanno un impatto decisamente più evidente sull’aspetto dell’immagine.

    La mia è una opinione, naturalmente, che spero possa aiutarla a chiarire il concetto della differenza tra le sensibilità nominali e quelle reali.

    • Non avevo mai letto una fesseria così grande. Prova caro amico a scattare con una Nikon D800 e poi con la Nikon di prezzo più basso, rispettando i parametri di scatto dfa te proposti e vedrai cosa succede.

      • Gentile Mario, forse dovrebbe rileggere la richiesta del nostro comune amico: “con reflex diverse, e anche intendo con marche diverse”.

        Infatti la risposta verte sulle diverse case produttrici.

        E’ piuttosto evidente che due reflex di uno stesso produttore vengano solitamente (ma non sempre) tarate secondo le medesime specifiche… invece di fare delle misure “a occhio”, come suggerisce, guardi le curve sensitometriche pubblicate da Tutti Fotografi ogni mese e vedrà che forse non è poi una fesseria così grande, quella scritta.

        Cordiali saluti

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