Pubblicato da il 19 apr 2018 in Filippo Crea | 2 commenti

ad Adriana Ferrari – per “celebri foto/vaccate”

ad Adriana Ferrari – per “celebri foto/vaccate”

Leggo il raffinato commento di Adriana Ferrari al mio “foto/vaccate”. Scrive in apertura Adriana Ferrari “pur non condividendo l’estetica della Skoglund non posso non riconoscere il fatto che sia stata sempre, e fin troppo, coerente con i suoi intenti”. Bene, cara amica, sono d’accordo con lei: la Skoglund è stata sempre coerente con le sue foto/mistificazioni. Desidero però sottolineare che – la coerenza coi propri intenti – non basta assolutamente a creare un’artista. Verifichi quanti mistificatori hanno coerentemente – mistificato durante tutta la loro vita senza tuttavia aver fatto niente che odorasse d’arte.
Per un fatto di buona creanza e, amore di sintesi sostituisca al mio “foto/vaccate” il termine foto/sofisticazioni. Il significato non cambia!
Una grande artista fotografa, tale Francesca Woodman, dimettendosi dalla vita a soli 23 anni, non ha avuto il tempo di essere …. coerente.
Ora, faccia il gioco cattivo di dover buttare giù dalla torre la Skoglund o la Woodman. E mi faccia conoscere la sua opzione. Cordialmente.

2 Commenti

  1. Questione spinosa quella di voler definire i concetti di arte e di artista. Non in tutte le epoche e non in tutte le culture le parole “arte” ed “artista” hanno il significato odierno. Nel greco antico “arte” si diceva “techné”, nel medioevo si dividevano le arti in arti del Trivio (grammatica, retorica e dialettica) ed arti del Quadrivio (aritmetica, geometria, astronomia e musica), la produzione manuale era considerata artigianato e non arte. Poi in epoca moderna è nato in concetto di “kunstwollen”, o volontà artistica, per cui tutto ciò che l’artista fa è da considerarsi arte. In realtà, tutto ciò che l’uomo fa, è da considerarsi arte. Arte è tutto ciò che viene accettato come tale da tre categorie precise di persone: i critici, i galleristi, ed i collezionisti. Indipendentemente dal valore intrinseco dell’opera. Valore per il quale non esiste una unità di misura universalmente riconosciuta, valore che comunque è destinato a variare nel tempo, così come cambiano i gusti, le convenzioni, la morale, etc. In fotografia, come in qualsiasi altra arte, occorre tenere presente tutto questo, prima di appiccicare etichette e di esprimere giudizi definitivi.

  2. Non amo questo tipo di congegni. Se ci tiene, per quanto ho cercato di esprimere, non avrei necessità di scegliere alcuna tra le due. Grazie.

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