Pubblicato da il 1 lug 2019 in Francesco C., Hands on | o commenti

Anteprima: Fujifilm GFX 100, “largo” al Large format da 102 Mpxl

Anteprima: Fujifilm GFX 100, “largo” al Large format da 102 Mpxl

 

“Ci sono momenti preziosi che non torneranno mai indietro e le fotografie sono lo strumento più importante che abbiamo per conservarli. Per questo motivo abbiamo bisogno di una fotocamera in grado di catturare e fornire la migliore qualità di immagine possibile.”

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Adrian Clarke - Senior Vice President Electronic Imaging Fujifilm Europe

Adrian Clarke – Senior Vice President Electronic Imaging Fujifilm Europe

È così che Guglielmo Allogisi, Electronic Imaging Division General Manager di Fujifilm Italia, comincia la giornata di presentazione della nuova medio formato Fuji GFX 100. Una fotocamera in sé rivoluzionaria, sono le caratteristiche a parlare per lei: sensore medio formato (43.8 mm x 32.9 mm) retroilluminato da 102 Mpxl, X-Processor 4, Phase Detection su tutta la superficie del sensore, AF con Face/Eye Detection, stabilizzazione a 5 assi, scatto continuo a 5 fps, video 4K/30p, autonomia di 800 scatti. Ma per saperne di più, ho parlato delle caratteristiche in modo approfondito su fotografia.it al momento del lancio globale.

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Tutto parte da una filosofia aziendale – “Never Stop” – e da una massima di Eugene Smith: “Il mondo non si adatta al formato 35mm“. Questo voler rivoluzionare il mondo della fotografia è partito da lontano, ma si è esplicato per la prima volta nel 2017 con il lancio di GFX 50S: già allora l’intento di Fuji si era compreso, ovvero riuscire a portare la tecnologia e la manualità della Serie X ad un livello successivo sia come qualità fotografica sia come versatilità. Già, perché se è vero che la Serie X è il sistema adatto ad un utilizzo giornaliero, il neonato sistema GFX è votato alla qualità estrema. Ma come far passare il concetto di “medio formato democratico”? Semplice, trasformando il termine “Medio formato” in un “Large Format” ottenendo due risultati: il primo quello di abituare il pubblico a non vedere una simile macchina come un prodotto fotografico inarrivabile o inadatto ai suoi scopi, il secondo quello di staccarsi dal concetto di Full frame e andare oltre. Ma una volta finiti gli orpelli linguistici, GFX 100 va provata sul campo ovviamente.

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Se alla presentazione di GFX 50R, il cui messaggio era che fosse una macchina che non avrebbe temuto neanche la fotografia street, in molti nicchiavamo sulla possibilità effettiva di portarsi in giro un corpo così spesso – con il solo rilevamento a contrasto e con stabilizzazione demandata unicamente alle ottiche – ma con GFX 100 bisogna ricredersi: nonostante la tecnologia in più, nonostante peso ed ingombri superiori, questa moderna medio formato è pensata per uscire dallo studio fotografico e permettere al professionista di lavorare in esterni a mano libera. Sembra quasi una sviolinata..ma non è così. Fuji ha rispettato il tabellino di marcia e ha realizzato quanto promesso alla scorsa Photokina, ovvero di rivoluzionare il segmento professionale con un prodotto tecnicamente e qualitativamente elevatissimo: pian piano, come l’azienda ha sempre dichiarato in occasioni ufficiali, grazie alla tecnologia il Sistema GFX sarà equiparabile al Sistema X come dimensioni e potenzialità – l’unica discriminante sarà il formato del sensore (e la gamma delle ottiche, ovviamente).

Dati di scatto: 1/125s - f/16 - ISO 100 con Fujinon GF 110mm f/2 R LM WR

Dati di scatto: 1/125s – f/16 – ISO 100 con Fujinon GF 110mm f/2 R LM WR

Ma come detto precedentemente, i punti di contatto con il Sistema X si fanno sempre maggiori. Partiamo subito dalla grande novità di GFX 100, ovvero il sensore da 102 Mpxl: è retroilluminato (come su X-T3 prima ed X-T30 poi), ciò vuol dire che le connessioni sono sotto lo strato fotosensibile. Ma, come anche detto da Riccardo Scotti – Technical Product Manager Fujifilm Italia – durante la presentazione, questo aspetto non deve spaventare e non ci si deve preoccupare minimamente del crosstalk: anche rispetto a GFX 50S, questo massivo sovraffollamento di pixel non compromette il risultato a livello di ombre, ISO e rumore. sistema AF. Il secondo punto di contatto con il Sistema X è l’algoritmo autofocus: un AF ibrido, con 3.76 milioni di punti a rilevamento di fase distribuiti su quasi il 100% del sensore, con velocità AF migliorate del 210% rispetto al classico rilevamento a contrasto e che permette di portare per la prima volta su una medio formato il Tracking AF ma soprattutto il Face AF e l’Eye AF, oltre che una messa a fuoco rapida in soli 0.05 secondi. Tutto questo anche e soprattutto all’X-Processor 4 con il quale GFX 100 è in grado di leggere una mole di dati 4 volte superiore rispetto ad X-T3.

Dati di scatto: 1/125s - f/16 - ISO 100 con Fujinon GF 110mm f/2 R LM WR

Dati di scatto: 1/125s – f/16 – ISO 100 con Fujinon GF 110mm f/2 R LM WR

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Se è vero che l’opportunità di scattare in esterni non l’abbiamo avuta, le effettive potenzialità dell’algoritmo AF sono invece riuscito a testarle: durante l’evento è stato infatti messo a nostra disposizione un set in luce artificiale con una modella come soggetto. Le prestazioni dell’Eye AF sono davvero buone: non siamo ai livelli prestazionali di una Full frame probabilmente, ma siamo pur sempre di fronte ad una Medio formato e il fatto che si riesca ad agganciare l’occhio in maniera così precisa è davvero stupefacente. Per essere più precisi circa le potenzialità: l’Eye AF rilevava l’occhio anche quando questo era parzialmente nascosto dai capelli della ragazza, che ovviamente non era immobile come una bella statuina ma in movimento costante. Il sistema AF è davvero reattivo e, se è vero che GFX 100 sembra una macchina davvero esagerata (nel senso buono del termine ovviamente) per quanto riguarda la fotografia in studio, sarà sicuramente in grado di lavorare ottimamente anche in esterni e con luci molto più dure.

Dati di scatto: 1/125s - f/16 - ISO 100 con Fujinon GF 110mm f/2 R LM WR

Dati di scatto: 1/125s – f/16 – ISO 100 con Fujinon GF 110mm f/2 R LM WR

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Ma in esterni con una Medio formato? Sì. La possibilità di utilizzare GFX 100 a mano libera passa da due accorgimenti tecnici fondamentali: le dimensioni e il relativo perso da una parte, un sistema di stabilizzazione dall’altra. Andiamo per gradi. Senza girarci attorno, GFX 100 è più grande e pesante di GFX 50S (non la paragone neanche a GFX 50R) ma non tutti i mali vengono per nuocere: i cm aggiunti sono tutti utilizzati dal doppio vano batteria, che funge anche da impugnatura e che va a bilanciare meglio il corpo quando si utilizzano ottiche importanti come quelle della serie GF; il peso, circa 1.4 Kg con il mirino incorporato, è sicuramente importante e potrebbe far pensare che un utilizzo a mano libera possa facilmente generare mosso e micromosso..ma è una paura infondata, dato che il sistema di stabilizzazione sembra davvero molto preciso.

Dati di scatto: 1/125s - f/16 - ISO 100 con Fujinon GF 110mm f/2 R LM WR

Dati di scatto: 1/125s – f/16 – ISO 100 con Fujinon GF 110mm f/2 R LM WR

Per testare la macchina Fuji ha fornito un sample pre-prod ad alcuni professionisti che l’hanno utilizzata in condizioni limite, come su un elicottero o montata su un drone cinematografico. Dal canto mio, che non ho avuto ancora questa fortuna (ma speriamo di rimediare presto) ho potuto, quantomeno in maniera sommaria, verificare se il sistema IBIS fosse effettivamente preciso come Fuji sostiene fotografando una motocicletta. Nonostante il peso notevole, mi sembra che il risultato sia ottimale anche a mano libera.

Dati di scatto: 1/60s - f/5.6 - ISO 10000 con Fujinon GF 32-64mm f/4 R LM WR

Dati di scatto: 1/60s – f/5.6 – ISO 10000 con Fujinon GF 32-64mm f/4 R LM WR

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Lo stabilizzatore IBIS è a 5 assi e compensa fino a 5.5 stop grazie alla capacità del processore X-Processor 4 di eseguire ed analizzare circa 10.000 calcoli al secondo. Ma GFX 100 non conta solo su quello. All’interno dell’otturatore è stato inserito un sistema di ammortizzatori per ridurre le vibrazioni meccaniche dovute allo scatto: solo grazie a questo sistema, quindi senza IBIS, gli ingegneri sono riusciti ad ottenere un’immagine senza mosso o micromosso a 1/125s con ottica GF 110mm e 1/60s con ottica GF 32-64mm a 32mm..ovviamente a mano libera. Un risultato a dir poco sorprendente, che mostra quanto gli ingegneri abbiano lavorato a questo progetto.

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Completano le caratteristiche un mirino elettronico da 5 milioni e 760 mila pixel con ingrandimento fino a 24x (che ricordiamo è opzionale), necessario per poter mettere a fuoco in modalità manuale in maniera precisa, e dei comandi sulla calotta ridotti al minimo, con un solo pulsante fn che richiama le impostazioni che si stanno utilizzando nel momento dello scatto. Oltre a quello posteriore LCD, ci sono altri due display, uno grande sulla calotta e uno più piccolo sull’impugnatura in basso – che contiene una doppia batteria in grado di fornire un’autonomia di circa 800 scatti dichiarati: su entrambi si potranno visualizzare parametri di scatto e istogramma ma solo su quello posto sulla calotta ha dimensioni tali da poter visualizzare delle ghiere digitali.

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Nonostante il poco tempo trascorso con GFX 100 e i pochi scatti eseguiti, le mie prime impressioni sono estremamente positive. Chiaramente non è stato possibile metterla alla corda (e per questo ci riserveremo di provarla in maniera molto più approfondita sulle pagine di Tutti Fotografi) ma Fuji sembra essere riuscita a rendere semplice una macchina sulla carta molto complessa e a fornirla di tutte le caratteristiche che oggi il pubblico richiede ad una moderna mirrorless Full frame..solo che qui il sensore è decisamente molto più grande.

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