Pubblicato da il 19 lug 2019 in Francesco C., Hands on | o commenti

Anteprima: Sony A7R IV, la potenza di 61 Mpxl

Anteprima: Sony A7R IV, la potenza di 61 Mpxl

 

Sony ha appena presentato la quarta generazione della sua A7R ed è giusto ricordare per cosa stia quella R: Resolution. Fedele quindi alla strada intrapresa anni orsono, la nuova Sony A7R IV (di cui ho già parlato su fotografia.it) monta un impressionante sensore da ben 61 Mpxl..non che quello da 43 Mpxl di A7R III fosse poco, ma di sicuro questa nuova conformazione le permette di competere con altre macchine molto più “risolute”. Ma ovviamente le novità non si fermano qui, A7R IV è stata completamente rivista sia per caratteristiche tecniche sia per caratteristiche strutturali.

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Questa volta Sony non si nasconde nell’anonimato. Solitamente l’azienda durante le presentazioni non fa paragoni con la concorrenza ma questa volta le cose sono andate diversamente: il target qui non è stato “Produttore A (in rosso)” o “Produttore B (in giallo)” – ogni riferimento a fatti o persone è puramente casuale – è invece stata presa di petto Fuji e la sua recente rivoluzione del Medio formato. Anzi, a dire il vero il paragone è stato fatto anche con il formato APS..e adesso vedremo come.

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Procediamo per gradi. Il primo grande strillo è ovviamente sul sensore: Sony A7R IV disponde di un sensore Full frame BSI CMOS Exmor R da ben 61 Mpxl – il 43% in più rispetto alla A7RIII – e posiziona la fotocamera come la più capacitiva mirrorless ad ora in circolazione (escluse ovviamente le medio formato). E qui cominciano i paragoni neppure troppo velati con Fuji: “In the range of Medium format quality but with the advantages of Full frame portability”. Non solo, perché su A7R IV il nuovo processore Bionz X e il chip LSI portano in dote un sistema AF a rilevamento di fase da 567 punti in grado di coprire il 77% del sensore orizzontalmente e il 99% verticalmente ed è proprio da qui che parte il secondo paragone, questa volta con il formato APS-C: una simile risoluzione permette di croppare facilmente il fotogramma senza perdere in dettaglio, dato che si passerebbe dai 61 Mpxl ai 26 Mpxl, pur avendo a disposzione “solo” 325 punti a rilevamento di fase che però andrebbero a coprire il 100% del sensore sia verticalmente che orizzontalmente.

Dati di scatto: 1/1600s - f/4 - ISO 2500 con FE 135mm f/1.8 GM

Dati di scatto: 1/1600s – f/4 – ISO 2500 con FE 135mm f/1.8 GM

Dati di scatto: 1/1600s - f/4 - ISO 3200 con FE 135mm f/1.8 GM

Dati di scatto: 1/1600s – f/4 – ISO 3200 con FE 135mm f/1.8 GM

L’autofocus è chiaramente aggiornato con le ultime tecnologie per cui sarà possibile utilizzare le modalità Eye AF, Real Time Tracking e Animal Eye AF. Con 61 milioni di punti si potrebbe pensare che il sistema non sia reattivo come su altri modelli, ma a quanto pare non è così. “A quanto pare” non è certo una risposta soddisfacente, ma non posso sbilanciarmi oltre: il modello di fotocamera che ho utilizzato (la numero 08) non si è dimostrata estremamente prestante. In alcune situazioni il fuoco si sganciava dal soggetto e rimaneva un “punto fisso” sul display, altre volte si trasformava in Face Detection..ho provato a chiedere se fosse una questione di firmware, oppure se questo lag fosse dovuto ai 61 milioni di punti del sensore, oppure se fosse dovuto alla comunicazione tra corpo e ottica: la risposta che mi è stata data è che non sarebbe dovuto succedere, essendo quello un sample praticamente definitivo. Ed in effetti ho potuto notare da alcuni video fatti quello stesso giorno che quasi nessuno ha avuto la mia stessa problematica..per cui ok, sono stato io ad essere sfortunato nell’assegnazione del corpo molto probabilmente.

Dati di scatto: 1/1600s - f/4 - ISO 2500 con FE 135mm f/1.8 GM

Dati di scatto: 1/1600s – f/4 – ISO 2500 con FE 135mm f/1.8 GM

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A prescindere da ciò il file immagine, che ha un considerevole peso di circa 60 MB, è davvero ottimo: pulito e con una gamma dinamica (15-stop) davvero invidiabile se si pensa a quanti pixel siano stipati in questo sensore Full frame..quasi il 50% in più rispetto ad A7R III. Tra l’altro, il processore Bionz X e il chip LSI lavorano assieme in maniera praticamente perfetta e senza alcun lag, merito soprattutto dell’artigianalità proprietaria e del fatto che sono stati prodotti prima di fabbricare il sensore (per un approfondimento, qui trovate il reportage alla Kumamoto TEC) in modo da non dover “arrangiare” il tutto in un momento successivo: non sono stati adattati al momento insomma. Cosa utile non solo per chi utilizzerà la macchina in studio è che una definizione così elevata del file immagine permette un crop decisamente aggressivo, senza per questo andare a perdere in qualità. Non che la cosa non fosse possibile anche con A7R III, ma qui siamo decisamente oltre in quanto a qualità del dettaglio..quasi a livello di Medio formato. Inoltre, sempre per i fotografi da studio, fa la sua comparsa il nuovo sistema Pixel Shift che – andando a spostare il sensore di 1 pixel – permette di unire 16 scatti e tirare fuori un file da 240 Mpxl.

Dati di scatto: 1/200s - f/5.6 - ISO 200 con Sony FE 135mm f/1.8 GM

Dati di scatto: 1/200s – f/5.6 – ISO 200 con Sony FE 135mm f/1.8 GM

Dati di scatto: 1/200s - f/5.6 - ISO 200 con Sony FE 135mm f/1.8 GM

Dati di scatto: 1/200s – f/5.6 – ISO 200 con Sony FE 135mm f/1.8 GM

Dati di scatto: 1/200s - f/5.6 - ISO 200 con Sony FE 135mm f/1.8 GM

Dati di scatto: 1/200s – f/5.6 – ISO 200 con Sony FE 135mm f/1.8 GM

Sony A7R IV è anche in grado di eseguire una raffica da ben 10 fps su un totale di 68 immagini a piena risoluzione o 200 in formato APS. La macchina non stenta mai, ma ovviamente, producendo un file così pesante, il salvataggio non sarà istantaneo – come su A7 III per esempio – pur utilizzando schede ad alta velocità di lettura e scrittura. Qui l’AF continuo è stato incredibilmente reattivo.

Dati di scatto: 1/3200s - f/3.5 - ISO 1000 con FE 90mm f/2.8 Macro G OSS

Dati di scatto: 1/3200s – f/3.5 – ISO 1000 con FE 90mm f/2.8 Macro G OSS

Ma a cambiare su Sony A7R IV non è solo la tecnologia interna, bensì anche la struttura del corpo macchina con piccoli ma significativi miglioramenti per il fotografo. A dire il vero al primo sguardo sembra non sia cambiato nulla, ma appena la si prende in mano questi piccoli cambiamenti si sentono subito. Innanzitutto l’impugnatura è leggermente più grande ma nonostante ciò lo spazio per le dita è aumentato: ciò non va a cambiare la presa, che risulta sempre salda come sui modelli precedenti, ma va a renderla più comoda soprattutto con l’utilizzo di ottiche pesanti e dal grande barilotto. Due cose invece saltano subito all’occhio: la dimensione maggiorata dei pulsanti posti sul retro, dal joystick al pulsante fn passando per AF-On, e la presenza di una ghiera aggiuntiva sulla calotta tra quella dei modi e quella per la staratura dell’esposimetro, ghiera che sui modelli precedenti era invece solo accennata e “letteralmente” fuoriusciva per metà dalla calotta stessa. I pulsanti più grandi sono effettivamente più raggiungibili con le dita – soprattutto perché il corpo non è enorme – anche ad occhio sul mirino e tutto ciò ne beneficia l’esperienza d’uso, soprattutto se intensivo (come quello durante il pomeriggio trascorso assieme alla macchina). Anche la risposta è cambiata: sia i pulsanti che le ghiere sono molto più morbide in frizione. Un altro miglioramento decisamente utile, soprattutto se si porta la macchina in una borsa, è l’aggiunta di un sistema di bloccaggio della ghiera dell’esposizione.

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Come su A7R III, anche su A7R IV lo slot per le schede SD è doppio ma ora entrambi supportano il formato UHS II High Speed. Chi si aspettava lo slot XQD dovrà quindi ricredersi, ma non è certo una grande mancanza: ormai le SD sono diventate estremamente sicure e smolto più veloci, inoltre costano decisamente meno. C’è anche una porta con connessione USB-C che permette la ricarica della macchina o il tethering ad un PC. Questo modello è anche il primo ad avere una slitta sulla calotta che supporta il segnale audio digitale, fruibile per ora solo attraverso la nuova versione di XLR Adapter e con il microfono ECM-B1M che possiede un DSP integrato che riceve il segnale da 8 capsule e lo trasforma in segnale digitale supportando anche il Noise Cancelling. Quest’ultima novità, sena dimenticare le nuove proprietà video disponibili (4K da oversampling 6K in formato HLG ed S-Log3/4 con 14 stop di gamma dinamica e Real Time AF), secondo me potrebbe essere un buono spoiler sulle future nuove caratteristiche di cui sarà dotata la prossima A7S che, essendo votata al video, magari farà da apripista al formato 8K.

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La costruzione interna è sempre in lega di magnesio, ma esternamente le porte di accesso sono state assemblate sicuramente dando uno sguardo al mondo reflex: le linguette che coprivano le connessioni, molto leggere su tutti i modelli precedenti, sono state sostituite da veri e propri sportelli che visivamente sembrano molto più resistenti e “sigillanti”. Questo tipo di accorgimenti fa sì che la macchina sia decisamente più resistente agli agenti atmosferici rispetto al modello precedente.

Tiriamo le somme. Grazie ai suoi 61 Mpxl Sony A7R IV è sicuramente una macchina focalizzata ad avere un dettaglio estremo per cui in post produzione permetterà di ottenere un file che, anche se croppato, non andrà a perdere in qualità..senza contare che in modalità APS (26 Mpxl) si avrà una copertura totale del sensore per quanto riguarda i punti AF. Il prezzo è più elevato rispetto a quello con il quale è stata lanciata A7R III, ma qui le migliorie sono tante e non riguardano solo il sensore o la presenza di più punti AF: non deve passare in secondo piano che questa quarta generazione è strutturalmente rinnovata, più solida e più sicura contro gli agenti atmosferici, in poche parole è costruita meglio per cui sarà anche più adatta ad essere messa alla corda in situazioni limite. Inoltre, fa la sua comparsa anche la modalità Pixel Shift con la quale si potrà ottenere un file immagine – dato dalla composizione di 16 scatti differenti – da ben 240 Mpxl. Rispetto ad A7R III, è un mondo a parte.

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