Pubblicato da il 6 ago 2014 in A colloquio con la redazione | o commenti

chiacchierata tra “vecchi amici”

chiacchierata tra “vecchi amici”

Gentilissimi amici,

permettetimi di chiamarVi così, dato che dal 1978 che vi leggo (ho 55 anni), acquistandovi in edicola, soprattutto TF (per un rapporto con l’ edicolante). Per un periodo sono stato anche abbonato al Classic Camera. Devo molto a Voi della mia cultura fotografica!

Concedetimi la “presentazione fotografica”, la mia passione fotografica è iniziata da piccolo con la Zeiss Contessa di mio padre (Tessar 2,8, tuttora magnifico con le dia!!), poi Nikormat Ft2, Nikon F2A, FM2 e Fe2, con vari obbiettivi dal 18 al 180 mm. Poi…folgorazione! Vendita materiale Nikon e passaggio a Leica (che colori, che “belle” immagini), con due M4-P (usate abitualmente, per viaggi, tutto, non “per bellezza”) con 21 e 135 Elmarit, più Summicron 35, 50 e 90, insieme ad Hasselblad 500 C/M con 50, 80 e 150 (rigorosamente per BW con Agfa Pan 25 e Kodak-TMax 100, sistema zonale, filtri, cavalletto, ecc), camera oscura con IFF Quodgon con Rodagon 50 e 80 mm,. Tutto il materiale è stato acquistato di 2° mano! Poi…. fallimento Agfa, Ilford, ecc. Rivoluzione digitale, subita. Sono ancora innamorato del mio materiale e avrei tranquillamente continuato ad usarlo fino alla … fine dei miei giorni, non amo cambiare e sostituire ciò di cui sono soddisfatto! Rivoluzione digitale obbligata, subita obtorto collo, ma necessaria (abito in provincia e non era più possibile reperire con facilità il materiale sensibile, soprattutto di camera oscura). Passaggio a Fuji S2 (usata) e paziente ricostituzione del parco ottiche Nikon (sempre di 2° mano), partendo dal 55 mm Micro-Nikkor residuo di un tempo. Ristudiare da capo cose assimilate per cercare di sopravvivere nel “Nuovo Mondo”: Photoshop, metodi ci conversione in BW, sistema zonale nel digitale, ecc Recentemente, sono riuscito a procurarmi una Nikon D800E, sfruttando il deprezzamento dopo l’ annuncio della D 810 e devo confessare che la D 800E mi ha fatto dimenticare anche l’ Hasselblad, senza rimpianti, le è superiore e mi permette BW anche più gratificanti di quelli ottenuti in CO! Ingrandimenti eccellenti fino all’ A3+ (stampante Epson R2400). Logica gattopardiana, bisogna cambiare tutto perchè tutto rimanga come prima! La uso con 50 1,8 AF, 85 1,8 AF e 20, 28, 180 AF D, oltre all’ intramontabile 55 2,8 AI micro e… cavalletto. Non amo gli zoom (possiedo un 35-70 2,8D che uso pochissimo). Mi piacerebbe il nuovo 35 1,8 DX.

Quando “vedo” (visualizzo) una foto, scelgo l’ obiettivo e mi sposto fino ad ottenere la foto che ho in mente, a che serve lo zoom? Secondo me impoltronisce, soprattutto la mente, “zoommo” invece di pensare. A cosa serve la velocità? Sono fotoamatore e amo fare foto, più si prolunga il tempo di costruzione dell’ immagine, di pensare come far, più si prolunga il piacere! Altro che fotogrammi al secondo!
Faccio soprattutto paesaggi, ma anche viaggi, ritratti e, saltauriamente, macro e reportage. Al di fuori dei viaggi, quasi solo BW. Anche foto sub con Nikonos V e 20 mm con flash Isotta o macro con tubo di prolunga.

Sono strano, fuori dal mondo?

Vorrei scambiare una opinione con Voi, non vorrei sembrare presuntuoso, riterrei che il Fattore Qualità, nelle magnifiche prove che fate alla ottiche, alla luce della rivoluzione digitale, debba essere integrato con il “vecchio” potete risolvente. Data la facilità con cui oggi si modifica il contrasto (sia macro che micro), via software, sarei propenso a pensare che questo abbia minore rilevanza rispetto al tempo delle… diapositive. Al contrario, la capacità di acquisire informazioni (potere risolvente) avrebbe, attualmente, maggiore importanza di allora (il macrocontrasto, allora, era forse più importante della risolvenza nella piacevolezza dell’ immagine). E’ fondamentale acquisire informazioni, poi le modifico al computer, se mi mancano le informazioni, cosa modifico? Il perso è perso per sempre. E’ giusto il ragionamento o mi sfugge qualcosa?

Che fine hanno fatto i magnifici speciali sugli obbiettivi degli anni 80? E gli speciali incentrati sulle ottiche di un corredo (vedi quelli per Nikon, Zeiss, Leica, Voinglander)? Erano utilissimi ed anche educativi, in un mondo di zoom dove fare è più importante di pensare. Spero ritorneranno, come speciale Serie Oro.

Scusandomi per la lunga (e, forse, inutile) introduzione (ma è come è un amarcord che spero possa unire numerosi altri lettori) colgo l’ occasione per ringraziarVi di quanto fate per noi lettori amanti della fotografia e per inviarVi un cordiale saluto.

Luciano Giuliodori, Osimo (AN).

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