5 Commenti

  1. Filippo Crea e il suo mitico “Compito a Casa”
    Paolo Namias, direttore di *Tutti Fotografi* scrive: “ … volevamo.aprire le pagine ad un maggior numero di fotoamatori ….”
    Scrive qui Claudio “…oggi è più facile trovare gratificazione in rete ….”
    Io rispondo a Namias che rivolgersi allo spazio infinito e caotico della Rete, con centinaia e centinaia di blog, nove volte su dieci dozzinali e velleitari, è obiettivo ben diverso di quello di acquisire lettori per la sua o per qualsiasi rivista. Ho avuto anni fa il piacere di essere presente, nel circolo fotografico di Cesenatico, ad una serata condotta da Filippo Crea. Un Maestro che con un linguaggio forte e semplice al “pane e formaggio” (è sua questa saporita definizione) è stato, e certamente sarà ancora, uno straordinario stimolo alla fotografia.
    Non è per caso che egli sia stato sollecitato in tutta Italia, e per anni, da Club di sicuro prestigio, e che il suo modello di formazione sia stato più volte oggetto di imitazioni.

  2. Ne sono veramente dispiaciuto, ma era una fine segnata.
    Purtroppo oggi è molto più facile trovare gratificazione condividendo in rete le nostre foto con milioni di utenti, piuttosto che attraverso un percorso di apprendimento e di confronto con esperti di immagine.
    Ho iniziato a seguire Filippo Crea molti (ahimè) anni fa e lo ringrazierò sempre per avermi aiutato, attraverso la sua scuola (sarebbe riduttivo definirla rubrica), a capire il linguaggio della fotografia e ad affinare il mio senso estetico. Oggi non saprei fare a meno dei suoi insegnamenti.

    • Leggo che Paolo Namias, di Tutti Fotografi vuole affidarsi al web per incrementare le vendite dei suoi periodici. Ogni fotografo che si rivolge ad un blog equivale ad un lettore in meno per i mensili a stampa di fotografia. Ed ormai tutti conoscono quanti e chi sono i giornali anche storici che hanno chiuso i battenti in Italia negli ultimi due anni. Se io fotoamatore mi rivolgo ad un qualsiasi sito internet, poi ci ritorno e ci resto senza dovere andare in edicola.
      Mi meraviglia che il responsabile Marketing di Namias non conosca questa semplice relazione matematica: – Ed è strano, visto che proprio Tutti Fotografi si è concessa a qualche negozio di articoli fotografici per rimediare alla crescente difficoltà a trovarla dal giornalaio. Basta vedere cosa succede oggi anche nel mondo più generale dei quotidiani nazionali per documentarsi sulle loro cadute di vendite.
      Io lavoro in un’Azienda ancora dotata, ma forse ancora per poco, di un Servizio Marketing interno e, per deformazione professionale e da fotoamatore incallito, ho voluto vedere quel che documenta l’importantissimo istituto di ricerche KPCB (Kleiner Perkins Caufied Byers) per scoprire le cifre impressionanti di fotografe postate ogni giorno. Miliardi nel mondo. Ho provato poi, anche sulla base di una ricerca condotta dall’Università di Pisa, a ridurre del 95-98% % i numeri enormi italiani di questo fenomeno per attribuire alla sola fotografia il restante 3-2%. – Impressionante la massa di fotoamatori che si rivolge al web e che vi si installa. Di siti fotografici in Italia ne nascono ogni giorno decine e decine ingolositi da potenzialità intuite, e che poi vivono una vita brevissima e incerta. Invito quelli che mi leggono, se ci riescono, a comperare i molti e professionali giornali fotografici di tanti Paesi europei. Ciao a tutti
      Nicola Manente

      • Cari compagni fotoamatori. Io sono prossimo a compiere sessanta anni di età. Ho cominciato a fotografare a 17 anni ed oggi assisto ad un dissesto totale del mondo della fotografia.
        Mi sta divertendo o irritando (dipende se sono sceso dal letto mettendo a terra il piede sinistro o quello destro) la disputa tra quelli che difendono le riviste su carta e quelli che si affidano solo al web che permette loro di scavarsi una minuscola notorietà che dura, se tutto va bene, il tempo di un mese.
        Quando io ho scoperto la fotografia c’erano molte riviste, alcune delle quali da tempo scomparse, dalle quali si imparava quanto c’era da imparare.
        Oggi abbiamo riviste, poche e male confezionate che riempiono le loro pagine coi comunicati/stampa dei produttori e dei distributori (mi pare che ciò si chiami pubblicità redazionale) – Cioè, promozione a gogò.
        Troviamo un mare di pagine con suggerimenti di libri da leggere (che fatica accontentare gli editori o gli stampatori di questi libri!), con recensioni dottissime preconfezionate dagli editori stessi, o magari dagli autori stessi che si sono auto/editati 130 copie.
        Abbiamo i redattori di queste riviste che esaltano i cosiddetti “ambassadors” delle diverse marche senza avanzare il minimo sospetto che questi pomposi “ambassadors” siano niente altro che gratuiti mercenari di questa o quella azienda. E questo dovrebbe offendere chi compera queste riviste, perché vuol dire certificare la loro dabbenaggine.
        Ci sono pagine e pagine di recensioni di questo o di quell’autore magari sconosciuto con bene in evidenza il link da cui sono state scopiazzate. lavoratori che dignitosamente campano fecendo fotografie per la carta d’identità e che vengono descritti come sempre in volo tra Berlino e New York per prestigiose commesse. Sempre in viaggio verso mete esotiche (e magari in quel luogo ci sono andati per soli dieci giorni in un villaggio/vacanza). E che tornano sempre con un servizio speciale da proporre per una rivista di studi sociali, o per una giterella aziendale che proponga una settimana in Marocco, o nei mercatini svizzeri, o a Tenerife.
        Vi serve capire bene cosa significa usare il flash impostando la prima o la seconda tendina? Cavoli vostri. Vi serve capire bene perché alcune macchine hanno il sistema anti/vibrazione nel cuore dell’apparecchio ed altre invece ce lo hanno negli obiettivi? Affari vostri. Vi serve capire perché una volta c’era il culto dell’iperfocale, ed ora pare che tutti siano ossessionati dalla caccia al bokeh più esasperato. Pensate alla famiglia! Ed oggi chi non fa fotografia “street” dovrebbe, a parere dei maestri (?) che gironzolano nelle riviste, vergognarsi. Che poi la “street” sia quella e niente altro che quella che una volta chiamavamo “istantanea”, beh, chi se ne importa! L’importante è suggerire come fare “street” sia snob e d’avanguardia. E magari serva ai produttori di smartphone.
        Ai signori della carta stampata fanno fronte i ragazzotti che dispensano senza arrossire improbabili sentenze sui blog, che oggi sono migliaia. In Italia centinaia e centinaia. Però vuoi mettere? Una mia foto è da ieri sul photo/blog di http://www.photopeppino.com ed ha già avuto sedici “like”. Ed allora via di corsa a chiedere ai cugini, ai compagni di lavoro, alle zie, di aggiungere altri “like”.
        Tutto questo mortifica chi, come me, e per lungi anni, ha cercato di fare della buona fotografia. E magari riuscendoci, con l’ausilio delle riviste di trenta e più anni fa, e senza cercare posto nelle vetrine disponibilissime dei photo/blog.
        A proposito, ormai non si scrive più foto, ma si deve scrivere photo (con la “ph” al posto della modestissima “f”)
        Saluti
        Maurizio

  3. A malincuore abbiamo dovuto interrompere la rubrica Compito a Casa in quanto non abbiamo trovato l’accordo con Filippo Crea. La nostra esigenza era di aprire le pagine ad un maggior numero di fotoamatori dato che negli ultimi tempi non c’era praticamente ricambio.
    La soluzione era introdurre la possibilità di ricevere le vostre immagini anche tramite web, anche se questo incideva in parte sullo spirito della rubrica. Filippo non era d’accordo.
    Stiamo comunque predisponendo un link per ricevere le foto di quanti desiderano proporre le proprie fotografie per un commento e la pubblicazione su Tutti Fotografi.
    Paolo Namias

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