Pubblicato da il 22 nov 2014 in A colloquio con la redazione | 4 commenti

considerazioni su Otus 85

considerazioni su Otus 85

Gentili Amici,

Sono Giuliodori, quello che questa estate ha scatenato la diatriba degli Orazi e Curiazzi.

Vorrei esprimere alcune valutazioni PERSONALI intorno al nuovo Zeiss Otus 85 mm f 1,4, recentemente da voi provato. Non sono problematiche di importanza fondamentale per il destino dell’ umanità, ma in un blog di fotografia, ritengo che sia piacevole ed educativo confrontare opinioni. Come noto sono un fervente sostenitore delle ottiche fisse, con buona luminosità, ma il nuovo Zeiss mi fa sorgere alcune considerazioni.

E’ un obbiettivo magnifico, eccezionale, ma avrà un costo che, se ho intuito bene, dovrebbe essere intorno ai 4000 E. E’ vero che la qualità a f 1,4 è eccezionale, ma ,da f 2,8 in poi, obbiettivi normali ed avvicinabili (vedi il Nikkor 85 mm 1,8 D, od anche il Canon, come si evince dai Vs test) hanno prestazioni paragonabili, a prezzi, in confronto, ridicoli (circa 300 E usato circa il doppio nuovo). Tale obbiettivo ha un senso da un punto di vista commerciale, senza nulla togliere all’  impegno per ottenere tali risultati? Non è una questione di valore, c’ è tutto, ma di utilità pratica, considerando anche l’ attuale momento economico e sociale. Sono d’ accordo che è una Ferrari, e come tale è bene che ci sia, per la soddisfazione di chi la possiede e se la può permettere, ma ritengo che la cosa sia un po’ diversa. Un obbiettivo non da soddisfazioni mentre lo si “guida”, ma attraverso le foto che produce. Se da 2,8 in poi, probabilmente, è difficilmente distinguibile da obbiettivi “umani”, il senso dov’è? Solo per 1-2 diaframmi? Oggi che è possibile fare quasi tutto con ISO ecc? Anche l’ eventuale resa del colore e del contrasto è facilmente controllabile via softwere recuperando ciò che è lievemente carente in ripresa (Vi ricordate i colori dei Leitz con la Velvia, nelle giornate uggiose e nebbiose!). Insomma, per tale costo, secondo me, avrebbe dovute essere ancora “più eccezionale”, anche ai diaframmi centrali! Oppurre siamo arrivati ai limiti delle possibilità della fisica ottica, ossia al limite teorico delle prestazioni degli apparati ottici indipendentemente dalla tecnologia?

Hanno un senso tali “arrovellamenti”, o sono solo il lamento della volpe che non riesce a raggiungere l’ uva?

Colgo anche l’ occasione per ricordare il precedente quesito riguardo l’ utilità di evidenziare il contributo del macrocontrasto e del microcontrasto (o acutanza o potere risolvente) nell’ ambito del Fattore di Qualità, che ne fa una sintesi.

Cordiali saluti e grazie del tempo dedicatomi.

Luciano Giuliodori

P.S. Se tale messaggio avrà un seguito, confido sull’ educazione ed il rispetto delle idee di tutti da parte degli interlocutori!

4 Commenti

  1. Ancora grazie tante, Andrea, dell’ attenzione concessami.
    Colgo l’ occasione per inviare gli auguri di Buone Feste.
    Luciano Giuliodori

  2. Caro Andrea,
    grazie dell’ attenzione e del tempo, ciò che dici è assolutamente convincente e condivisibile, ma … continuo a ritenere che uno Zeiss a focale fissa di 85 mm, del costo di più di 4000E, debba fare ancora meglio (vedi l’ ultimo Canon 300 mm f2,8!).
    Mi permetto di insistere perchè ci avevo fatto un pensiero, cambiandolo, quasi alla pari, con del materiale Leica (21, 35, 50 e 90) che purtroppo non uso più (la pellicola non si usa più e di passare alla Leica digitale non ci penso proprio).
    Riguardo le curve MTF, è proprio quello che intendevo chiedere, visto che le avete, perchè non pubblicarle, anche solo nel sito, magari solo per la tutta apertura ed il diaframma migliore? Sarebbe troppo oneroso?
    Grazie ancora e cordiali saluti.
    Luciano

    • Luciano, non sarebbe affatto onerosa la pubblicazione online ma non si può dire lo stesso del tempo che dovremmo dedicare a rispondere alle inevitabili domande. E’ una informazione che, almeno per il momento, non riteniamo opportuno diffondere.

  3. Gentile Luciano,

    comincio col dire che le tue considerazioni non sono certo campate in aria, le facciamo anche noi quando dobbiamo giudicare un prodotto. Sono dunque lecite, ma mancanti del sentimento opposto al tuo, decisamente pratico, che è poi quello che porta a scegliere una Ferrari invece di una auto più comoda ed economica.

    E’ vero, la Ferrari dona sensazioni entusiasmanti quando la si guida e un obiettivo no, o almeno non lo stesso genere di sensazioni, ma non è forse più divertente un kart? Poche migliaia di euro e ci si sente piloti. Piloti, certo, ma non alla guida di una Ferrari!

    Cosa, dunque, porta a scegliere una Ferrari? Non le prestazioni, non solo, ci sono auto parimenti potenti che costano una frazione delle “Rosse”, ma non hanno la stessa presa sull’appassionato. Ferrari è un simbolo, l’atto di guidarne una offre sensazioni a prescindere dalla velocità, anche solo passeggiando per la città o lungo una delle nostre strade panoramiche a 50 Km/h o perfino all’idea che sia nel tuo garage ad aspettarti.

    Tornando all’ottica fotografica, certo può sembrare assurdo spendere certe cifre per ottenere migliori prestazioni quasi esclusivamente a tutta apertura, ma tante volte si acquista un oggetto anche per il solo piacere di possederlo, no?

    Non solo, se è vero che in molte occasioni l’importante è esserci e fotografare, a prescindere dal mezzo, in altre può essere necessaria quella differenza qualitativa a tutta apertura, altrimenti potremmo dire lo stesso accettando un ulteriore, piccolo, decadimento qualitativo confrontando un obiettivo economico a f/5,6 con un obiettivo di fascia media e domandandoci se valga la pena spendere di più.

    Il progresso tecnologico avviene per passi, a volte piccoli passi: un po’ dall’ottica, un po’ dalla macchina (pellicola) più recente ed evoluta, un po’ dal filtro polarizzatore di qualità, un po’ dal treppiedi più stabile… tutto ad un tratto ecco che le foto cambiano totalmente aspetto.

    Hai torto? Passi per la volpe che non riescere a raggiungere l’uva? No, anzi il tuo è un discorso sensato che guarda all’aspetto pratico della fotografia, non hai torto e non hai ragione.

    Lo Zeiss Otus è un obiettivo stellare e c’è chi lo comprerà proprio per le sue prestazioni, altri perchè apprezzano la realizzazione ottica e meccanica, altri ancora perchè uno status symbol.

    Altri compreranno ottimi obiettivi ma più economici, realizzati con materiali più “poveri”, ma che alla fine permettono comunque di portare a casa la foto.

    Entrambi i gruppi fanno una scelta giusta, giusta perchè basata sulle proprie esigenze, aspettative e disponibilità economiche.

    Circa l’utilità di evidenziare le componenti di microcontrasto e macrocontrasto, significherebbe pubblicare le curve MTF pure, cosa che non facciamo.

    Cordiali saluti,
    Andrea

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