Pubblicato da il 15 mag 2020 in Uncategorized | o commenti

cosa fotografare in quarantena

cosa fotografare in quarantena

la quarantena del micioricordi di casale fantasie del rabbinola familia in posala casa di fronteil frigoil cortile di notte  - Copiai pianerottoliun colpo di ventomanuali attualilibri antichiLE FOTOGRAFIE DA FARE IN QUARANTENA
Cari lettori, tutti i media fotografici hanno invitato gli appassionati a non durante la reclusione, ed hanno sollecitato di mettere a profitto la forzata clausura per cercare nuove opportunità rispetto a quelle delle proprie consolidate attitudini.
Il risultato di questa opportunità? Al 90% una noiosa quintalata di banalità. Riprese dalle finestre sul vuoto del di fuori. Cose straviste! E poi la nonna che ricama, la mamma che gira per casa con lo straccio della polvere in mano, la sorella inebetita davanti alla Tv per non perdersi Mara Venier. Poi il fratello inchiodato al PC a chattare, e poi il papà che riordina la collezione di tappi di sughero.
L’altro fratello, Gianluigi, quello appassionato di fotografia, vaga per la casa con l’aria spersa di chi non sa su cosa puntare l’obiettivo.
Bene, il livello medio della fotografia nostrana continuerà ad andare verso la mediocrità più…mediocre e ciò grazie alla povertà formativa dei formatori nostrani incapaci di educarsi e di educare.
Queste mie notazioni non saranno condivise da moltissimi operatori di improbabili e velleitarie foto/parrocchie (circoli, giornali di fotografia, bloggaroli di incerta genealogia, scuole improvvisate, ecc.). Beh, pazienza!
Qui di seguito ecco a voi, gratis, e per il vostro godimento, alcuni miei scatti pensati per profittare creativamente della reclusione domiciliare coatta.
Credo che questo mio post sia l’ultimo ad essere accolto su fotografia.it. E, quindi, tanti cari auguri a tutti voi e, perché no, anche a me. filippo crea
————————–
1) i pianerottoli – sono parte del mio mondo e però solo in questo periodo di quarantena li ho degnati di uno sguardo. Eppure meritavano!
2) il cortile di notte – E’ il cortile interno della casa, e mi piace talora scoprirne l’illuminazione incerta e l’atmosfera indotta dalla notte.
3) il frigorifero ¬- anch’esso è stato, ed è, una presenza costante nel mio spazio di vita quotidiano. Ed ora, bloccati in casa, lo vedo come povero, malaticcio, anemico. Come spento!
4) Il condominio di fronte – con il tricolore bello e vivo trasmette energia. Aiuta ad avere fiducia in giorni migliori!
5) La famiglia in posa – E’ un prezioso ricordo per chi, grazie al Covid, ha ora il tempo di… fermare il tempo.
6) Il mio (a)micio Matou si è organizzato in fretta e bene per non perdere di vista il mondo di fuori.
7) il rabbino di legno – non ha voluto assolutamente perdersi lo spettacolo di certa suggestiva anatomia.
8) i libri – fors’anche quelli in età matura, sono stati cari amici di chi ha voluto farli sentire ancora vivi e non inutili.
9) i libri più freschi non si sono tirati indietro e, magari in gradevole compagnia, hanno dato il loro prezioso contributo anti/virus.
10) memorie importanti – si sono riproposte, ottimamente scortate, per mettere in valore i nobili richiami del ricordo, accanto a presenze certamente più immediate e più seduttive.
11) un colpo d vento – una raffica improvvisa e violenta era penetrata nel mio salotto attraverso due finestre aperte. Non ebbi il tempo di prendere la mia reflex. Avrei voluto documentare il caos provocato. Ho rimediato però, e bene, con una doppia esposizione che mi ha ridato le finestre male spalancate, i fogli di carta volati per aria, le tende maltrattate, i ripiani di un mobile sgradevolmente rivoltati. E però, grazie ad una misurata doppia esposizione, ho conservato un ricordo speciale della mia reclusione covid/iana.ricordi di casale fantasie del rabbino

Rispondi