Pubblicato da il 23 feb 2018 in Paolo Namias | o commenti

Editoriale Nature & Animals #13

Editoriale Nature & Animals #13

In fascicolo pubblichiamo l’intervista a Gianfranco Bologna, direttore scientifico del WWF, da cui emerge la grande preoccupazione per il rapido progredire dello scioglimento dei ghiacci. In fondo non fa che confermare l’allarme lanciato dalla Nasa secondo cui nel 2017 i ghiacci della regione artica hanno raggiunto l’ottavo record negativo da quaranta anni a questa parte (4,64 milioni di chilometri quadrati), un livello mai raggiunto da quando sono iniziate le osservazioni nel 1978. E anche in Antartide l’estensione massima dei ghiacci è tra le cinque più basse mai osservate dal 1978.
A preoccupare non è solo l’inquinamento, ma anche il fatto che la regione artica attira sempre più gli interessi commerciali/strategici di vari stati perchè sotto al mare glaciale artico si troverebbero fino al 30% delle riserve mondiali di gas e il 13% di quelle petrolifere”, come ha spiegato Valter Girardelli capo di Stato Maggiore della Marina.
Mark Serreze, un vecchio studioso del Polo Artico, membro dell’U.S National Snow and Ice Data Center ha detto: “E’incredibile. Se mi aveste chiesto un paio di anni fa quando il Polo Artico si sarebbe completamente fuso avrei risposto nel 2100, forse nel 2070. Ma ora penso che il 2030 sia una stima ragionevole”.
Secondo Lester Brown, in un articolo pubblicato sul sito del WWF Italia, “stiamo oltrepassando dei confini naturali che non siamo in grado di vedere e violando dei limiti senza ritorno. E non ce ne accorgiamo. La natura governa il tempo, ma noi non riusciamo a vederne l’orologio. Tra gli altri fenomeni ambientali che minacciano il nostro futuro troviamo: la riduzione delle foreste, l’espansione dei deserti, le falde acquifere in calo, il collasso della riserve ittiche, l’estinzione di specie animali e vegetali e l’aumento delle temperature. L’incremento delle temperature è responsabile di ondate termiche che comportano devastazione dei raccolti, tempeste, siccità, oltre ovviamente alla fusione dei ghiacci. Anche solamente dal ritmo della fusione dei ghiacci possiamo affermare che la nostra civiltà è in pericolo. Se la calotta artica della Groenlandia si dovesse fondere, il livello dei mari salirebbe di sette metri. Se la coltre glaciale dell’Antartico Occidentale si dovesse frantumare, e molti scienziati pensano che ciò possa accadere ancor prima che in Groenlandia, questo comporterebbe altri cinque metri di crescita del livello dei mari per un totale di 12 metri.”

Ma allora non c’è speranza? Forse non tutto è perduto. Grazie agli allarmi lanciati dagli studiosi e dalle organizzazioni di tutela ambientale negli ultimissimi anni i governanti del mondo hanno finalmente preso vera coscienza del dramma. Pensiamo alla Cina che è il maggiore inquinatore e uno dei paesi più inquinati del pianeta con 1,6 milioni di decessi l’anno a causa di un’aria quasi irrespirabile. Eppure solo un paio d’anni fa si batteva per tutelare il proprio sistema produttivo scaricando la responsabilità sui paesi occidentali.
Oggi ha aderito all’accordo di Parigi sul clima e sta facendo grandi investimenti nelle energie rinnovabili tanto che si stima che diventerà il maggiore player nell’ambito dell’industria delle energie rinnovabili e delle auto elettriche.
Una conferma dell’interesse in questo campo è la straordinaria torre che risucchia lo smog di Pechino e lo trasforma in gioielli! Ideata da un artista olandese, la Smog Free Tower è alta 7 metri e sembra sia capace di purificare 30.000 metri cubi di aria all’ora e di risucchiare il 75 per cento di agenti inquinanti. E non basta. La torre comprime i particolati dello smog ottenendo piccole pietre dalla forma cubica che verranno poi utilizzate per realizzare dei gioielli, in particolare anelli e gemelli.
Bianca Namias

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