Pubblicato da il 10 feb 2018 in Paolo Namias | o commenti

Editoriale Progresso Fotografico #49: autoritratto e fotografia intima

Editoriale Progresso Fotografico #49: autoritratto e fotografia intima

Con questo numero di Progresso Fotografico vi proponiamo una riflessione su autoritratto e selfie, che non sono la stessa cosa, anche se il genere può apparire simile.
Il selfie nasce principalmente per la condivisione sui social media e l’autore tende a costruire l’immagine per la promozione di sé, un’immagine di come vorrebbe essere.
L’autoritratto invece è essenzialmente un progetto artistico e l’autore scava dentro di sé; è un’indagine introspettiva.
Questo non significa condannare i selfie. Secondo Tiziano Bonini “il selfie è un’estensione potenzialmente democratizzante dell’autoritratto. Così come la fotografia aveva esteso il privilegio dell’autoritratto a persone che non potevano permettersi un pittore, il selfie estende alle persone comuni la possibilità di realizzare un autoritratto senza la mediazione di qualcun altro. In precedenza tutti potevano realizzare un ritratto di sé, ma dovevano sempre chiedere a qualcuno di scattare la foto.”
“…. Negli Stati Uniti però si è cominciato a parlare di ‘Selfie Syndrome’: un disordine della personalità che emergerebbe nelle persone troppo preoccupate della propria immagine digitale. Secondo uno studio della California State University un uso eccessivo dei siti di social networking può essere connesso a una serie di malattie mentali come depressione, schizofrenia, ipocondria, sindrome da deficit di attenzione, disordine ossessivo compulsivo, voyeurismo. Questa è però una lettura troppo semplice. In realtà i media, social media compresi, assecondano soltanto la nostra personalità, la nostra cultura, le nostre passioni, la nostra identità.” I disturbi quindi sono già presenti nelle persone e vengono evidenziati dal mezzo.
Se volete vedere la differenza tra gli scatti standardizzati proposti dai selfie e l’autoritratto vi invito ad osservare ad esempio le immagini di Cristina Nuñez o di Iiu Susiraja, che nascono come progetto artistico. Selfie e autoritratto sono quindi due forme differenti di espressione che convivono e rispondono a esigenze totalmente diverse.
Vi proponiamo anche un gran numero di autoritratti di fotografi e registi noti; si va da Richard Avedon a Robert Mapplethorpe, da Ansel Adams a André Kertész, solo per citarne alcuni. E’ interessante osservare come questi fotografi interpretino l’autoritratto secondo il proprio stile fotografico.
L’autoritratto è una forma di fotografia personale, e personale è la fotografia intima. In questo stesso numero di Progresso Fotografico approfondiamo quindi anche questo tema, anche se il confine con l’autoritratto è davvero labile.
Vi proponiamo le immagini di Li Hui e Magdalena Wosinska, mentre con Sara del Monte (Tutti) trattiamo la boudoir photography, un ambito particolare della fotografia intima che vive di emozioni. Tutti ci racconta che i clienti si rivolgono a lei quando desiderano realizzare un servizio fotografico da regalare al partner, o per regalarlo a se stessi. E’ un genere di fotografia che richiede una notevole sensibilità e Tutti ci spiega come conduce la sessione di ripresa.
Questo numero questo di Progresso Fotografico è molto articolato e ricco di approfondimenti e spunti. E’ stato molto complesso da realizzare, ma volevamo gettare dei semi per alimentare la passione per la fotografia. Speriamo di esserci riusciti.
Paolo Namias

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