Pubblicato da il 14 ott 2018 in Paolo Namias | o commenti

Editoriale Progresso Fotografico #53: Luce e Controluce

Editoriale Progresso Fotografico #53: Luce e Controluce

PF_53_00_PF53 copertina_resizeLa luce è determinante in qualsiasi creazione artistica, ma soprattutto in fotografia; in questo ambito non possiamo dimenticare gli enormi progressi compiuti dalla tecnologia in questi anni, progressi che hanno messo nelle mani dei fotografi strumenti estremamente potenti nel controllo della luce.

In genere l’attenzione viene posta sui sensori e sui software degli smartphone, ma non possiamo dimenticare che anche negli obiettivi, pur essendo una tecnologia tuttora essenzialmente “analogica”, ci sono state importanti evoluzioni.

E’ il motivo per cui abbiamo quindi dedicato ampio spazio agli obiettivi, sempre nella convinzione che sono gli obiettivi, più della fotocamera, il fulcro dell’attrezzatura di un fotografo.

“L’obiettivo ideale dovrebbe avere tutte le lunghezze focali, essere molto luminoso, produrre un’immagine nitidissima fino ai bordi del campo utile e priva di deformazioni, rimanere compatto e leggero e … costare anche poco – scrive Dario Bonazza – ma l’obiettivo perfetto non esiste.”

Ecco quindi che occorre capire gli obiettivi per scegliere quelli che hanno le caratteristiche che meglio si adattano al proprio genere fotografico, alle immagini che si intendono realizzare.

Quando fotografiamo con uno smartphone ci affidiamo al suo software, e non potrebbe essere altrimenti perché con uno strumento così limitato dal punto di vista hardware è praticamente impossibile “tirare fuori” immagini migliori delle elaborazioni del processore, software pensati per produrre immagini che piacciano all’utente “medio”.

Ma se la nostra aspirazione va oltre a tale fotografia “media” ecco che la scelta dell’obiettivo adatto offre quel “quid” in più che attira l’occhio dell’osservatore. Ma non ci sono regole in grado di dare certezze ed è qui il bello della “vera” fotografia. Non puoi contare su software “deus ex-machina”, ma devi guardare la scena e interpretarla, previsualizzando l’immagine: devi scegliere la focale adatta, scegliere il diaframma, il tempo di scatto, la sensibilità ISO. Davanti alla scena sei solo con la tua creatività e la tua capacità tecnica.

E la luce gioca un ruolo essenziale. Luce frontale, laterale o controluce. Luce morbida o contrastata. Tonalità calda o fredda. La scelta dipende da te, perche anche con la stessa focale e la stessa inquadratura la luce stravolge ogni cosa: se scegli la luce giusta riesci a creare emozione, altrimenti la fotografia passerà inosservata.

Per realizzare questo numero di Progresso Fotografico abbiamo cercato a lungo degli autori che potessero offrire dei validi esempi di cosa significa la scelta della luce. Alain Schroeder è un fotografo straordinario e così ci parla della sua serie Kushti, una tradizionale lotta indiana: “Quando l’ho iniziata ho avuto un momento di sconforto perché nella palestra la luce disponibile non mi permetteva di eseguire scatti d’azione. Permetteva però un altro genere di immagini e grazie all’unica luce di una finestra molto piccola ho potuto cogliere a pieno l’atmosfera dell’ambiente.”  E’ la luce che ha reso possibili le affascinanti immagini di Alain Schroeder.

Oppure osservate la foto scattata da Pierpaolo Mittica sul tetto di un edificio di Pripyat, all’interno della zona di esclusione di Chernobyl: “Siamo saliti insieme a una decina di Stalker sul tetto di uno dei palazzi a guardare il tramonto. Gli edifici abbandonati e in rovina sullo sfondo, veri simboli di morte, contrastano con la gioia e la voglia di libertà di questo ragazzo che danza sul tetto nella luce del tramonto su Chernobyl, e il suo reattore nucleare.”

Paolo Namias

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