Pubblicato da il 7 dic 2018 in Paolo Namias | o commenti

Editoriale Tutti Fotografi Dicembre 2018

Editoriale Tutti Fotografi Dicembre 2018

Sul New York Times è stato pubblicato un interessante articolo dedicato ai ragazzi della Generazione Z, invitati a mandare delle fotografie accompagnandole con un commento sul tema: “Cosa puoi mostrarci dalla tua vita, o dalla vita di coloro che ti circondano, per comunicare un ritratto della Generazione Z più vero, più reale?”
Quando ho iniziato a leggere l’articolo mi sono domandato cosa fosse la Generazione Z; ammetto la mia ignoranza, conoscevo la Generazione dei Millennial, i ragazzi nati tra i primi anni Ottanta e l’anno 2000, ma non la definizione Generazione Z. Ho scoperto che si riferisce ai ragazzi nati tra il 1995 ed il 2010.
Riporto ora quello che scrive la giornalista Katherine Schulten: “Abbiamo sfidato gli adolescenti ad analizzare gli stereotipi con cui gli adulti vedono la loro generazione, e quindi a scattare delle fotografie per contrastare questi modi di pensare. Hanno risposto quasi 2.200 studenti mostrandoci adolescenti in auto, in classe, alle feste, in piscina, nei campi da gioco e nel loro letto; adolescenti con i loro cani, le loro mamme, i loro amici, i loro compiti, i loro videogiochi; adolescenti che corrono, saltano, studiano, cantano, fumano, fanno selfie, protestano e si baciano.
Ma quello che ci hanno mostrato più spesso, per oltre il 70 percento delle immagini, erano adolescenti con i loro telefoni. Nei loro commenti hanno descritto gli smartphone in vario modo, come i loro amici e la loro famiglia, i loro nemici e la loro dipendenza. Alcuni hanno anche detto che gli adulti non potrebbero mai capire una relazione così complessa. Altri hanno sottolineato che gli adulti erano altrettanto dipendenti.”

Pubblico ora un paio di immagini con i relativi commenti degli autori, a cominciare da Catherine McCarthy, 15 anni.
“Questa ragazza è invisibile al mondo che la circonda, proprio come il problema della malattia mentale a volte sfugge agli adulti. Negli ultimi anni, a oltre il 50 per cento degli adolescenti, specialmente le ragazze, sono stati diagnosticati disturbi mentali. Vivere con una malattia mentale può influenzare tutti gli aspetti della vita di un adolescente. Colpisce il modo in cui gli adolescenti interagiscono con gli altri, come partecipano a scuola, la loro vita sociale, la vita in famiglia e la salute generale. Anche i tassi di suicidio sono aumentati. I social media hanno coinvolto interamente i ragazzi, spingendoli a cercare la perfezione, ma allo stesso tempo rivelando la loro inadeguatezza. L’ansia e la depressione stanno divorando la mente e la vita dei giovani.”

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Ed ora Yao Xiao, 16 anni.
“In Cina, noi della Generazione Z, siamo di solito giudicati per la maggiore libertà e lo standard di vita più elevato rispetto al passato, e questo ci viene sempre sottolineato dagli adulti. Credo che molti adolescenti in Cina siano stanchi di sentirselo ripetere. Siamo nati nel periodo della “Politica del figlio unico” stabilita dal governo cinese, e come unici figli all’interno di una famiglia numerosa siamo sempre al centro dell’attenzione. Questa situazione tuttavia fa nascere forti aspettative e grandi pressioni sui ragazzi. Dovremmo avere successo, ma non tutti possono essere vincitori in un sistema così competitivo come quello attuale; ad esempio la percentuale degli ammessi ad un college cinese di alto livello come la Fudan University è di circa 1,37%.
Le nostre vite sono progettate come con formule matematiche ed equazioni su una lavagna, con la valutazione dei rischi e per massimizzare le probabilità di successo. A tutto questo noi contrapponiamo disperatamente la nostra emotività. Stiamo ballando contro le formule.”

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