Pubblicato da il 10 feb 2018 in Paolo Namias | o commenti

Editoriale Tutti Fotografi febbraio 2018

Editoriale Tutti Fotografi febbraio 2018

Come riferiamo nelle notizie, Adobe ha comunicato che l’aggiornamento di Lightroom appena rilasciato sarà l’ultimo; poi per l’aggiornamento bisognerà sottoscrivere un abbonamento mensile.
In rete sono subito esplose le proteste, e giustamente; in fondo il programma ormai è maturo e difficilmente proporrà qualcosa di significativamente nuovo (se non il supporto alle nuove fotocamere). E cosa ti inventa Adobe? Et voilà, l’abbonamento obbligatorio per aggiornare le fotocamere (anche quelle che non interessano).
Per fortuna c’è una buona notizia. Darktable, un software open source da tempo conosciuto come “alternativa gratuita a Lightroom” ma fino ad ora era disponibile solo per Linux e Mac, ha reso disponibile la versione per Windows.
Richiederà ancora qualche aggiustamento, ma è facile prevedere per Darktable un luminoso futuro.
Ci ripromettiamo di provarlo al più presto.

Un altro tema che merita considerazione è la ricerca di Google per la valutazione automatica della qualità estetica delle fotografie. Quando ho letto la notizia su un sito americano non volevo crederci e mi sono domandato: ma perché?
Poi proseguendo nella lettura è emerso che la ricerca potrebbe essere utile per gestire grandi quantità di immagini senza l’apporto umano, come nell’editing automatico o l’ottimizzazione delle immagini. Gli sviluppatori sostengono con soddisfazione che nei loro test sono riusciti ad assegnare in automatico gli stessi punteggi di una giuria umana.
Poi leggo che il loro riferimento è “l’utente medio”, e questo ha aumentato la mia tristezza; qui si entra in un uno spazio molto privato. L’evoluzione digitale cerca ogni giorno di più di omologarci, ora al punto di toglierci la libertà di dire che una foto ci piace, tanto il “grande fratello” lo sa già!
In realtà sappiamo che la nostra libertà la conserviamo perché è impossibile per una macchina cogliere tutte le sfumature che rendono grande una fotografia, ma questo vale per noi che sappiamo come valutare le fotografie. Ma certo non vale per l’utente “comune” che sarà sempre più omologato nelle sue fotografie; non a caso se oggi un utente pubblica su un social media in Europa la foto delle proprie scarpe, è possibile che nasca un nuovo filone di immagini in cui tutti si fotografano le proprie scarpe. Il problema non è la foto, ma il cervello.

Il test di questo mese è dedicato alla Sony A7R III, una macchina appena presentata. Abbiamo fatto i salti mortali per provarla in laboratorio in tempo per andare in stampa, nonostante sia una prova impegnativa, che richiede molto lavoro.
Parlo della A7R III anche per comunicarvi che abbiamo raggiunto una accordo di collaborazione con la rivista francese Chasseur d’Images per cui pubblichiamo un suo confronto tra Sony A7R III, Nikon D850 e Canon Eos 5DSR; è una prova di taglio pratico, ma molto interessante per una valutazione della ripresa sul campo.
Paolo Namias

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