Pubblicato da il 25 mar 2019 in Uncategorized | o commenti

ferdinando scianna e … artista sarà lei!

ferdinando scianna e … artista sarà lei!

Io sono un consolidato ammiratore di Ferdinando Scianna, fotografo, analista acuto, giornalista e … uomo. Anni fa, a cena insieme, ospiti entrambi del Rotary Club di Milano, ebbi l’opportunità, di apprezzarne ancor più il bagaglio culturale, enorme e mai esibito.
Ho ricordato quell’incontro quando, su uno dei mille siti di fotografia che ammorbano il web, condotti da improvvisati e velleitari tuttologi di fotografia, sono stato “atterrato” dal miliardesimo quesito – –
Già il giorno dopo, decine e decine di ragazzotti si azzuffavano sgangheratamente a difesa delle due opposte opinioni. Ed allora ho preso una decisione “drastica”: il giorno in cui sarei diventato IMPERATORE DELLA FOTOGRAFIA questi blog, nella misura di nove su dieci, io li avrei inceneriti tutti. Sono nient’altro che terreno di “scazzi” terribilmente annoianti e malamente acculturati.
E mi è venuto in mente che il dibattito “la fotografia è o non è da considerarsi arte?”, irrisolto da quando la fotografia è nata, e galleggiante su inconcludenti fiumi di inchiostro, è stato risolto da Scianna, con grande sintesi, con una affermazione tra il risentito e il provocatorio. A chi si azzardi incautamente a definirlo “artista”, Scianna ribatte deciso: “Artista sarà lei! Io sono fotografo. Fotografo. Fotografo”. Un fotografo impegnato a difendere con veemenza la propria specificità espressiva da una “contaminazione” che, secondo la sua opinione, ha finito per snaturare l’identità stessa dell’atto fotografico.
La mia avversione a molti blog da dove sbuca? Giorni fa, su uno di essi, una ragazza, credo appena diciottenne, ha scritto che lei ha cominciato a tenere in mano una fotocamera nel 2017, e che ora avrebbe frequentato altri corsi di formazione, e che pensava, a breve, di voler fare come mestiere “la lettrice di portfolio”. E nessuno che l’abbia svegliata dicendole “ragazzina, la lettura dei portfolio non è un mestiere”. Cerca intanto di capire cosa è il diaframma, e cosa è la profondità di campo”. E non finisce qui: alla domanda “quale è il tuo genere fotografico preferito?” nove virgola nove fotoamatori rispondono . Eh sì, perché fare è far vincere la pigrizia. Si esce di casa, magari con uno smartphone in tasca e, dopo un distratto gironzolare, si torna a casa con qualcosa che “guarda come è venuta bene questa!”. Eh no, cercare, assegnarsi un obiettivo di ricerca, è cosa faticosa. E poi obbliga a pensare! E a pensare ci si stanca.

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