Pubblicato da il 13 ago 2014 in A colloquio con la redazione | 3 commenti

foto/orazi contro foto/curiazi

foto/orazi contro foto/curiazi

Leggo la lettera alla Redazione del lettore Giuliodori e voglio proporgli le mie considerazioni. Gli zoom servono, servono ad “esplorare”, a guardare  avanti, a cercare indietro, a scovare un dettaglio. E non sono nati per allenare alla corsa campestre i fotomatori.  Intanto bisogna intendersi su cosa sia la Qualità Fotografica. Per me è nel racconto, nel contenuto, e non necessariamente nella perfezione tecnica assoluta. Gli zoom servono: il lettore lo chieda a tanti Maestri che ormai se ne servono regolarmente, lo chieda ai fotoreportes, lo chieda a quelli della moda, lo chieda ai pubblicitari.

Il lettore rimpiange i test sugli obiettivi anni ’80. Non ha evidentemente chiaro che un periodico fotografico di oggi intanto deve essere venduto e intanto si rivolge agli appassionati di oggi che scelgono fra gli strumenti di oggi, e non fra quelli di 35 anni fa.

Vorrei capire se gli dispiace che oggi la Fotografia disponga di due tecnologie diverse per età e comportamento (quella chimica e quella numerica) e se disporre di due alternative in luogo di una sola opportunità lo disturba. Mi piacerebbe capire se vuole tornare alla Lambretta, alla grattugia a mano, al fucile ad avancarica.

Il progresso tecnologico non lo si ferma e non si deve pensare di fermarlo. Bisogna gestirlo!

3 Commenti

  1. Quanto sopra vale anche per Iglo, verso cui mi scuso per il ritardo nella sisposta, ha sto apprendendo ora come si gestisce un blog, Non sapevo come risponderti allora, come “secondo commento”.
    Vedi il commento del 26.8.2014.
    Un abbraccio anche a Te.
    Luciano Giuliodori

  2. Da parte mia un po’ mi sono ritrovato nello spirito amarcord della chiaccherata fra amici,a volte mi pongo un paio di domande,vado avanti,ma la mia pellicola preferita mi manca.E’ questo ripartire da zero,per tornare al punto di prima,che fa pensare,in un mondo profondamente,cambiato,nel quale certe tematiche che sembravano uno spauracchio,non trovano nemmeno piu’ risalto.Ricordo che forse un tempo gli zoom non erano cosi’ diffusi,oggi si parla di zoom medi standard grandangolari,tele anche nei test di quelle riviste che in parte risolvono il problema della risolvenza,eheheh..in base ai nuovi sensori la prestazione è filino ottimizzata e l’ottica spremuta.Se c’è la possibilita’ di utlizzare l’obiettivo fisso,va benissimo,a volte per questione di tempo,prontezza,ingombro,è logico pensare ad un ottica che copra piu’ focali,per praticita’,non è solo lo spostarsi o i passi in piu’.Per ragioni spesso anche di successo commerciale sono state sviluppate alcune ottiche in qualche caso la prestazione dello zoom è stata ottimizzata,anche se a volte si legge,del famoso cinquantino quasi dimenticato,che riscoperto ha qualcosa da mostrare.Ti sei scelto una bella macchinetta,chissa’ che con la photokina,non arrivino dei nuovi fissi per non virare necessariamente sullo zoom.Mi sono un po’ perso anch’io nella chiaccherata, ciao alla prossima.

  3. Mi sembra evidente che non sono riuscito a comunicare il mio pensiero.
    Sono entusiasta della nuova tecnolgia, dopo aver imparato a controllarla (non bene, ma quanto basta alle mie necessità). Ho scritto che l’ attuale corredo mi ha fatto mettere in bacheca l’ Hasselblad, più di così! Ho accettato i progresso, gestendolo. Nella lettera volevo esprime il senso di disagio e disorientamento al momento della “scomparsa” del mondo in cui ero cresciuto.
    Concordo pienamente con il fatto che la qualità della foto è nel contenuto, ma sconsiglierei chiunque di ascoltare un brano di Mozart mal eseguito, la tecnica è uno strumento da gestire e “dimenticare” per raggiungere l’ espressione, ma non se ne può prescindere! Un buon piatto è più buono se ben presentato, come sanno bene i cuochi di alta cucina!
    Riguardi i test di 30 anni fa, non li rimpiango! Mi riferivo ai fascicoli speciali ove si raccontava l’ ottica, e cosa c’ è dietro quei pezzi di vetro e metallo assemblati, un riconoscimento a chi lavora per “fare” un obbiettivo (capire perchè un obbiettivo ha tali costi!).
    A me gli zoom non piaccio! Li uso, ma non piacciono, preferisco previsualizzare la foto e poi cercare di farla apprezzando i momenti in cui si ragiona sull’ inquadratura, l’ esposizione, la profonità di campo, ecc, per raggiungere quello che ho in mente, con lo zoom non mi viene. Comprendo che nulla vieta di fare tutto ugualmente (o quasi) con lo zoom, ma non mi viene (forse solo a me). Fotografare con lo zoom mi sa tanto di “usa e getta”, di subire ciò che ho davanti, non di parteciparvi! Non è una questione di rifiuto del progresso, ma il progresso mi deve migliorare la qualità della vita, non ridurla. Non mi interessa quello che fanno i professionisti, quelli sono professionisti ed hanno altri scopi (vendere!!) rispetto a noi fotoamatori che abbiamo la fortuna di poter fare ciò che ci piace, senza dipendere da nessuno! Guardare, osservare, leggere le foto, i quadri, ecc (dei grandi, ma anche dei piccoli, che poi, spesso, hanno molto di più da dire) è importante per capire per imparare,….sempre!
    Mi dispiace aver sollevato una questione da Orazi e Curiazzi, non era nella mia intenzione, le contrapposizioni con portano a nulla, non è una questione di avere ragione! Ognuno, grazie al cielo, fa quello che vuole. Volevo, semplicemente, condividere, con chi ha la stessa mia passione, un momento di “difficoltà esistenziale”, per unire, non per separare in contrade da Palio di Siena.

    l progresso tecnologico non lo si ferma e non si deve pensare di fermarlo. Bisogna gestirlo!
    Frase assolutamente da condividere, ma gestirlo non significa esserne totalmente ed acriticamente succubi!

    Riguardo i due mondi fotografici attualmente conviventi, posso solo lamentarmi che la foto analogica è attualmente ingestibile in provincia. Inoltre, secondo me, al momento attuale, non ha più motivo di essere, essendo possibile raggiungere i medesimi risultati (anche molto di più, grazie a Photoshop ecc) con molto meno “impazzimento” (liquidi, temperature, tempi, mascherature, bruciature, locale dedicato, ecc, ecc). Rimane il fascino da mobile di antiquariato, sono felice di avervi partecipato, ma il mondo è cambiato.

    Si deve cambiare tutto perchè tutto rimanga come prima (il gusto di fare fotografia).

    Con affetto e stima.

    Luciano Giuliodori

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