Pubblicato da il 26 nov 2018 in Filippo Crea, Uncategorized | o commenti

Io e le zebre in età prepuberale …

Io e le zebre in età prepuberale …

Cari signori, buonissime notizie in arrivo. Da decenni il mondo delle Scienza (stra)parla di I.A. che in dialetto significa “Intelligenza Artificiale”. E’ una cosa che dovrebbe sostituirsi all’Uomo, facendo in sua vece un enorme lavoro. E figuriamoci se AI non sarebbe andata ad impicciarsi anche delle cose di fotografia. Tranquilli, lo ha fatto, e lo sta facendo.
E’ già dimostrato (o quasi) come l’intelligenza artificiale sia in grado di valutare la qualità di una fotografia. Il procedimento, chiamato neural image assessment (NIMA), utilizza la tecnica del deep learning per formare una rete neurale convoluzionale (convolutional neural network o CNN) in grado di prevedere la valutazione umana delle immagini.

Vediamo ora come funziona la faccenda:
** oggi noi scattiamo delle fotografie e poi interveniamo con modifiche in post-produzione. Ora AI, (sempre lei, l’intelligenza artificiale), su metodica del MIT (Massachuttes Institute of Tecnology), ci propone un coso che ci risparmia questo intervento a posteriori. Questo coso, appena si accorge che noi abbiamo fatto clic, interviene di corsa e ci dice “Fermi tutti, ci sono qui io, e correggo subito la vostra foto. E voi non dovrete preoccuparvi di farlo dopo”.
Bellissimo! Non è la prima volta che gli scienziati si impegnano a mettere a punto metodologie che consentano di valutare automaticamente tecnica ed estetica di un’immagine. e
** Dimenticavo di citare la start-up Arsenal che vuole andare ben oltre. E perfeziona un che dovrebbe venire fissato in cima alle fotocamere, e si metterebe in tal modo lui alla guida. In breve, questo impedirebbe addirittura all’Autore di fare, ed imposterebbe LUI i parametri di scatto. Ancor meglio di Google, quindi.
Conclusioni. Brevi e risolutive. Da qui a poco noi non dovremo fare più un tubo; né scegliere, né operare, né pensare. Che bello! Io, ad esempio avrò finalmente il tempo di studiare a fondo il comportamento sessuale inconscio delle zebre abruzzesi in età prepuberale. Era il mio sogno! E penso anche alla gioia dei fotoamatori innamorati del “tutto automatico”!

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