Pubblicato da il 9 dic 2016 in Francesco C. | o commenti

La cover di Sports Illustrated non è fatta con uno smartphone

La cover di Sports Illustrated non è fatta con uno smartphone

 

Esatto, la cope di Sports Illustrated è stata scattata con uno smartphone. Ma allora il titolo dell’articolo? È una provocazione, anzi..una pignoleria.

La storia narra che sia stato chiesto a Mike Lebrecht, fotografo di Sports Illustrated, di fotografare Dwanye ‘The Rock’ Johnson con uno smartphone..e che lui abbia accattato la sfida. Ecco la cope qui sotto.

Prima che la discussione degeneri in “Ma allora è meglio lo smartphone!!” oppure in “Ma perché dovrei spendere milioni di euro per una macchina quando con il telefono posso essere un pro?” occorre spiegare bene cosa si intenda per “fotografare con lo smartphone”.

Già perché il prodotto prescelto è stato un Lenovo Moto Z con il Mod Hasselblad True Zoom. Senza stare ad entrare nei particolari, anche perché l’abbiamo già fatto sul sito, è utile ricordare che il Mod non utilizza il comparto fotocamera dello smartphone, ma al suo interno ha un sensore CMOS 1/2.3″ e 12 Mpxl con gamma ISO 100-3200, obiettivo con zoom ottico 10x (equivalente ad un 25-250mm nel formato 35mm) e luminosità f/3.5-5.6, in grado di scattare in formato Raw e dotato di flash Xenon e stabilizzatore OIS. Insomma, non propriamente uno smartphone.

Ancora più utile ricordare, prima di dire “Eh sì però è la stessa cosa” che invece non è propriamente la stessa cosa. Innanzitutto perché True Zoom non è altro che una compatta senza display (dato che il display è quello dello smartphone) e secondariamente perché il sensore utilizzato è quello che solitamente troviamo sì sui telefoni, ma anche sulle fotocamere bridge. Perché non hanno la stessa qualità? Perché non hanno lo stesso processore, la stessa qualità delle lenti nell’obiettivo ecc ecc. A prescindere da tutto, il lavoro svolto da questa unione di smartphone e modulo fotografico è davvero pregevole e di qualità..non per altro è finito in copertina!

Sia chiaro, il mio non è un voler “andare contro”. È un modo per rendere chiaro che se è vero che gli smartphone danno risultati pregevoli, e io sono uno che per lavoro ne ha sottomano diversi e ne apprezza sempre la qualità, ancora non siamo arrivati al punto di poter dire che possono sostituire un aggeggio più grande e ingombrante quale una fotocamera.

Nel backstage però Lebrecht ha anche usato la sua fotocamera, una Canon EOS 5Ds, e questi sono i risultati. Tutte le foto le potete trovare sul sito di Sports Illustrated. In fondo all’articolo il video del making of.

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