Pubblicato da il 12 mar 2020 in Enzo Dal Verme | o commenti

La Fotografia Ai Tempi Del Coronavirus

La Fotografia Ai Tempi Del Coronavirus

 

Non avrei mai pensato che un giorno una mia fotografia della Galleria Vittorio Emanuele a Milano sarebbe stata classificata come “Breaking News” dalla agenzia che distribuisce le mie foto di attualità. Eppure è successo, le immagini che ho scattato ieri mostrano una Milano incredibilmente deserta. Posti normalmente affollati sembrano ora quadri di De Chirico, vuoti e silenziosi. Era il primo giorno di zona rossa estesa a tutto il paese e anche il giorno nel quale l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha dichiarato il Coronavirus pandemia.
Sono uscito in bicicletta e sono andato dritto nei posti più emblematici della città e poi sono rientrato subito. Ho incontrato pochissima gente, principalmente barboni che non hanno una casa dalla quale non uscire.
Il lavoro dei fotografi, già difficile per tutti i motivi noti, ora diventa ancora più difficile. Quello che sta succedendo ha delle proporzioni tali che non possiamo immaginarci come e quanto saranno cambiate le cose una volta che l’emergenza finirà. Naturalmente non solo per noi fotografi, per tutti.
Ho una mostra in corso, mi chiamano e mi chiedono se sono d’accordo a tenerla in esposizione fino a Maggio perché adesso non si può visitare. Dico di sì e dentro di me penso che è difficile fare progetti senza sapere come si evolveranno le cose. Penso ai clienti che avevo in programma di contattare, dovrò modificare il mio approccio e la mia offerta perché le cose saranno diverse.
Intanto mi sento con colleghi e amici, scambiamo informazioni e punti di vista. Qualcuno mi dice: “potevamo intuire che un giorno avremmo dovuto fermarci, era troppo furioso il nostro ritmo di vita. Ora tutti hanno l’occasione di riflettere”. Sono d’accordo. Certo che avremmo preferito riflettere in vacanza e non con la minaccia di un virus letale e l’economia che crolla. Però questa è la situazione attuale. E mentre io, inguaribile idealista, penso che stiamo vivendo anche un’incredibile occasione per maturare, leggo di tifosi inferociti perché hanno cancellato le partite di calcio. Quanta strada abbiamo da fare…
Sto fotografando degli still-life in casa, preparandomi per la fine dell’emergenza. Ho anche l’opportunità di ordinare il mio archivio. Sposto a Ottobre il workshop che avevo programmato per Maggio, ma lo indico come data provvisoria.
E mentre faccio questi lavori, ogni tanto mi viene un’idea. Questo ritiro forzato dal mondo ha degli aspetti positivi. E ieri, oltre a fotografare velocemente Milano deserta, ho scritto un articolo per il blog di Science Of The Time (la società olandese con la quale collaboro che studia le oscillazioni delle mentalità). Avevo in programma di scrivere su un altro argomento, ma ho cambiato idea e ho scritto “The Bright Side Of Coronavirus” (L’aspetto positivo del Coronavirus). Chi ha voglia di leggerlo, credo che troverà qualche spunto interessante anche se non parla strettamente di fotografia. È in inglese e chi preferisce può leggerlo con l’aiuto di un traduttore online. Buona lettura e buone riflessioni in preparazione della fine dell’emergenza.

La Galleria Vittorio Emanuele di Milano fotografata alle 15,20 dell'11 Marzo 2020

La Galleria Vittorio Emanuele di Milano fotografata alle 15,20 dell’11 Marzo 2020

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