Pubblicato da il 19 ago 2014 in A colloquio con la redazione | 1 commento

Orazi e Curiazi – nuovo capitolo

Orazi e Curiazi – nuovo capitolo

Riguardando certi volumi di fotografia mi sono imbattuto in un volumetto titolato  “Joe Oppedisano – On the Road”- Fotografie di livello superiore scattate, pensate un po’,  con una cosa che oggi non esiste più: una pellicola monouso, usa e getta, 27 pose. Sensibilità dichiarata 800 Iso. Raccomandazione unica: fate attenzione a non tenere il dito davamnti all’obiettivo.

In una breve postfazione Oppediscano conclude “Ciò che conta veramente sono le idde, il modo di pensare e la visione del fotografo”.  E mi viene da ridere leggendo le melanconie, le paure di Giuliodori e del signore accorso a rincuorarlo. Sempre vigili in una attesa angosciante del “meglio tecnologico” che permetta loro di far fotografia.

 

1 Commento

  1. Noto, non so se con piacere o con disappunto, che ho sollevato un vespaio in un ginepraio….
    Non mi sembra di aver accusato chichessia di alcunchè, mi sembra di aver solamente espresso il mio punto di vista, senza voler togliere nulla a nessuno. Non capisco come mai quasi tutti gli interlocutori si siano risentiti riguardo lo zoom, ho semplicemente ribadito che a me non piace, non vedo perchè qualcuno se la debba prendere, se ne è gratificato dall’ uso, buon per lui, che ha la vita più semplice.
    A me la fotografia piace, piace fotografare, piace rappresentare ciò che avevo in mente, piace coinvolgere emotivamente chi mi sta vicino (non ho bisogno di grandi platee, mi bastano gli amici con cui sono cresciuto, anche fotograficamente).
    Mi stupice che quasi nessuno abbia colto la difficoltà che un fotografo cresciuto con la pellicola abbia avuto nel passaggio all’ attuale sisltema che, ripeto, apprezzo ed uso normalmente.
    Non capisco perchè, se dico che non amo gli zoom mi si debba accusare di volere alibi, a non so quale carenze. Non vedo cosa lo zoom centri con la ceranza di idee.
    Invece di chiaccierare, perchè non si confrontano le foto, senza sapere come sono state prodotte. Concordo totalmente con il fatto che è l’ immagine che conta e non come è stata eseguita, ma a me piace fotografare, pertanto non vedo perche privarmi del piacere durante il percorso per arrivare alla meta. Viaggiare non significa solo arrivare alla meta, ma il piacere deriva anche da come ci si arriva.
    Inoltre, ripeto sono fotoamatore, e non ho il bisogno (grazie al celo) di vender ciò che ho fatto, mi basta sapere che qualcuno prova, di fronte ad una mia foto, le stesse sensazioni che provo io.

    Un saluto a tutti.
    Luciano Giuliodori

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