Pubblicato da il 8 nov 2016 in Francesco C., Hands on | o commenti

Per le vie di NoLo con una EOS M5 “beta”

Per le vie di NoLo con una EOS M5 “beta”

Alcuni giorni fa ho assistito alla presentazione di alcuni nuovi progetti Canon, sia in chiave benefica che in chiave organizzativa.

Paolo Tedeschi illustra il progetto #selfieless

Paolo Tedeschi illustra il progetto #selfieless

Uno di questi è legato ad una collaborazione con l’agenzia Reuters e, nello specifico, con il fotografo Siegfried Modola volto a raccontare il borgo di Santo Stefano di Sessanio attraverso immagini stampate in formato gigante e disposte come fossero un’installazione di street art per le vie del quartiere NoLo (North Loreto, ma per i profani come me rimane sempre Loreto) e che abbiamo potuto vedere in anteprima.

Siegfried Modola

Siegfried Modola

Dato che era tutto pronto per il giorno dopo, nel quale si sarebbe svolto il Canon EOS 5 Tour, l’azienda aveva già predisposto tutta la linea di macchine e ottiche per il touch&try. Tra i vari modelli presenti, c’era anche la piccola e nuova mirrorless annunciata poco prima della Photokina. Avevo già avuto modo di mettere le mani sulla EOS M5 al momento della presentazione, molto prima dell’annuncio ufficiale. In quel contesto non era stato possibile provare la macchina, ma solo averla tra le mani: le versioni sample sono solo una presenza fisica insomma, molto spesso non sono utilizzabili. Non avevo potuto neanche fotografarla. Ma ora è pronta al lancio, manca poco alla distribuzione e quindi i modelli funzionanti aspettano solo un aggiornamento firmware prima di essere destinati alla vendita. per cui essendoci la possibilità ho deciso di prenderla su per questo giro per le “streets of Nolo“. Dato che per la valutazione tecnica ci verrà spedita in redazione, parliamone per altri aspetti.

Non è assolutamente scomoda. Nonostante le dimensioni del corpo, e non ho le mani piccole, ghiere e pulsanti sono raggiungibili e nel punto giusto, sono personalizzabili e sono da reflex: a sinistra la ghiera dei modi con sotto il pulsante on/off; a destra il pulsante di scatto circondato dalla ghiera dei tempi, la ghiera personalizzabile delle funzioni e di fianco quella della staratura dell’esposimetro. Tutte queste possibilità segnano una bella linea di confine tra la M5 e i modelli precedenti: a prescindere dalla Dial Function presa in prestito dalla serie G X, tutto il resto è ereditato dai modelli pro di Canon. Inoltre su EOS M3 ed EOS M10 (anche se M10 è una entry) era presente un sensore Hybrid CMOS AF III, buono ma assolutamente non paragonabile al Dual Pixel CMOS AF di questa.

Ricordiamoci poi che è una 80D in piccolo anzi, ha un migliore processore in grado di renderla molto più veloce: sensore APS-C CMOS (che permette ottime transizioni del piano focale anche in modalità video) da 24Mpxl supportato dal nuovo Digic 7, scatto continuo a 9fps in AF fisso e gamma ISO fino a 25600. Non solo, come anticipato ha anche le dimensioni dalla sua: è grande la metà e pesa meno di 400 grammi ma nonostante tutto sembra solida tra le mani, e lo è (e ricordiamo qui che il feeling molte volte è tutto, soprattutto in presenza di macchine “plasticose”). È talmente contenuta che, ad esempio rinunciando ad uno zoom ed optando per un più comodo pancake da 22mm, entra comodamente in una tasca. Insomma, è una vera fotocamera da tutti i giorni ottima per la street. Ed è una buona notizia per varie ragioni, la più importante è che ora possiamo finalmente dire che Canon è tornata sui binari giusti in questo settore: rimasta indietro a guardare la concorrenza crescere, soprattutto Panasonic e Sony, ora l’azienda sembra essere riuscita a proporre una valida, ma soprattutto qualitativa, alternativa. Si vede da design, costruzione e qualità tecniche che questo è un prodotto di rottura, di svolta. Ci hanno messo del tempo, ma ci sono arrivati in grande slancio. E, a mio parere, poco importa se la qualità video è ferma al Full HD: chiaramente il 4K fa molta presa sul pubblico, ma ancora non è in ogni casa. Per quel prezzo si poteva implementare? Sicuramente. Sarebbe stato effettivamente utile? Non credo. Avrebbe fatto lievitare ulteriormente il prezzo? Sicuro.

Ora però, c’è forse la parte più difficile da sviluppare: il settore ottiche. Il comparto EF-M ad ora è povero di scelta. Certo, tramite adattatore la gamma si espande ma si perde in comodità e portabilità. Le 7 ottiche di cui si compone la famiglia M coprono quasi tutte le focali, ma sono principalmente zoom e forse non sono ancora un’offerta veramente completa da risultare irrinunciabile per un amatore evoluto e che predilige solitamente un fisso anche in termini qualitativi. Ma EOS M5 è il primo passo verso questo sviluppo e sono convinto che oggi Canon creda molto nel progetto mirrorless, almeno rispetto al passato.

Gamma EF-M

Gamma EF-M

Ecco quindi un paio di scatti con la nuova EOS M5 eseguiti durante questo tour del quartiere Loreto, le immagini sono in bassa a causa del firmware non ancora definitivo del prodotto. Inoltre sono molto “contrastate” e sature; ok che siamo in presenza di una mirrorless (e di solito questi due parametri sono più incisi che sulle reflex), ma lo sono troppo segno che effettivamente un piccolo e ultimo aggiornamento serve. Per la prova approfondita se ne parlerà tra non molto..ma sarà sulla rivista Tutti Fotografi chiaramente.

1/200s - f/2.8 - ISO 100

1/200s – f/2.8 – ISO 100

1/1600s - f/6.3 - ISO 400

1/1600s – f/6.3 – ISO 400

1/800s - f/3.5 - ISO 500

1/800s – f/3.5 – ISO 500

1/800s - f/3.5 - ISO 500

1/800s – f/3.5 – ISO 500

1/1250s - f/6.3 - ISO 200

1/1250s – f/6.3 – ISO 200

1/800s - f/6.3 - ISO 1250

1/800s – f/6.3 – ISO 1250

1/800s - f/3.5 - ISO 100

1/800s – f/3.5 – ISO 100

1/1600s - f/6.3 - ISO 2500

1/1600s – f/6.3 – ISO 2500

1/1250s - f/6.3 - ISO 2500

1/1250s – f/6.3 – ISO 2500

Rispondi