Pubblicato da il 2 ott 2018 in Francesco C. | o commenti

Photokina: tra dubbi e certezze

Photokina: tra dubbi e certezze

 

Quella di quest’anno è stata l’ultima vera Photokina. Il concept che abbiamo imparato ad apprezzare, la fiera di fotografia biennale più grande e importante del mondo, è finito con l’edizione del 2018. Dall’anno prossimo, già da maggio 2019, la fiera diventerà annuale..quindi si può dire che un’era gloriosa è giunta al termine.

La fiera ha regalato numerose emozioni. Erano anni che non si vedeva un panel di tale spessore: la L-Mount Alliance (Leica, Panasonic e Sigma) – sulla carta la notizia più importante perché sancisce un patto epocale tra aziende concorrenti volto a dare un giro di vite al mercato – la nuova Fuji medio formato GFX50R e l’annuncio dello sviluppo della GFX da 100 Mpxl, la mirrorless Full frame Panasonic S1R e il nuovo concept fotografico di Zeiss ZX1 (nell’elenco perché, pur non avendo partecipato materialmente alla fiera, ha dato l’annuncio proprio in quei giorni). In controtendenza Sony che si è addirittura potuta permettere di organizzare una conferenza, la prima in assoluto della Photokina 2018, senza presentare nulla ma solo per ribadire lo sforzo messo in questa tecnologia. Senza dimenticare Canon e Nikon dato che le loro nuove mirrorless erano alla prima uscita ufficiale per il grande pubblico: Canon EOS R e Nikon Z6 e Z7 (che abbiamo avuto la fortuna di vedere in anteprima a Londra e Milano) hanno davvero monopolizzato gli interessi della maggior parte dei visitatori. Chapeau quindi. A tutti.

Yamaki (Sigma), Kaufmann (Leica) e Kitagawa (Panasonic)

Yamaki (Sigma), Kaufmann (Leica) e Kitagawa (Panasonic)

Questa nuova virata sul mirrorless Full frame da parte di quasi tutte le aziende ha fatto un grande favore a questo mondo: finalmente il pubblico si è svecchiato. Non se la prenda a male chi si sente tirato in ballo, ma un dato di fatto è che i giovani sono stati davvero la maggior parte degli accessi..e un pubblico giovane significa nuova linfa per la fotografia. Insomma, le aziende stanno iniziando a rivolgersi finalmente alle nuove generazioni, per cui questo rinnovato interesse verso il settore non è solo merito dei “miliardi di immagini che vediamo ogni giorno sui social media” come ancora sostengono in molti: il merito è da ricercare negli sforzi fatti dalle aziende per mettere a disposizione del pubblico più giovane mezzi sempre più intuitivi da utilizzare..e questi nel 90% dei casi sono mirrorless. Non dico che una mirrorless ti trasformi in un fotografo, ma è innegabile che un giovane al giorno d’oggi difficilmente sceglierà una macchina con lo specchio come prima fotocamera. Per cui bravi tutti. Bravi quelli di Panasonic quando decisero per primi che questo sarebbe stato il futuro, bravissimi quelli di Sony che sono riusciti a trasformare una macchina fotografica professionale in un oggetto più democratico e a far sì che anche la concorrenza si svegliasse e prendesse questa strada. Ancora chapeau, a tutti.

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L’anno prossimo vedremo una Photokina più moderna, una fiera più appetibile per le aziende e per i visitatori ma soprattutto una fiera rinnovata nel concept e nel messaggio, almeno a quanto dice l’organizzazione. Ma sarà vero? Che la fiera abbia subito una contrazione già in questa edizione è all’occhio di tutti: meno padiglioni rispetto a due anni fa, meno attività all’esterno. E che dire della mancanza di birra in sala stampa? I tempi stanno cambiando.

L’idea di fare una nuova edizione a soli sei mesi dalla precedente forse non è propriamente la scelta giusta. Per quanto mi riguarda la prima edizione del nuovo corso l’avrei fatta sì a maggio, ma nel 2020 in modo da poter dare un po’ di respiro all’intero ambiente. Photokina ha dei costi importanti, e se già i grandi nomi della fotografia devono metter da parte una cifra con “parecchi zeri” per prenotare gli spazi, immaginiamo il salasso che può essere per chi non ha quei fatturati, per le medie imprese che partecipano..senza contare i costi della logistica. Ogni due anni è una spesa accettabile..ma di anno in anno? Forse no. Ma questo, appunto, solo la prossima edizione potrà dircelo.

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L’annualità, secondo l’organizzazione, porterà più attenzione a Photokina e la metterà in diretta concorrenza mediatica con le altre fiere di tecnologia di consumo e innovazione: senza andare a cercare troppo lontano, quindi senza tirare in ballo il CP+ di Yokohama, il primo nome a cui guardare in territorio europeo è sicuramente IFA. Ma siamo sicuri che così facendo non si ottenga l’effetto contrario? Siamo sicuri che Photokina non si trasformi in una sorta di Photoshow tedesco, una grande fiera regionale alla quale solo le aziende locali avranno interesse a partecipare? Il ringiovanimento c’è stato ed è un passo fondamentale per il futuro. Certo è che la contrazione rispetto ai fasti di un tempo è sensibile e ben visibile: anni fa si faceva letteralmente a pugni per poter passare da un padiglione all’altro, cosa non più, fortunatamente o meno, necessaria.

IFA ha una marea di accessi più di Photokina. Ok, la tecnologia di consumo non è paragonabile alla nicchia fotografica, ma questa nuova giovinezza che sta vivendo la fotografia potrebbe pian piano allargare la base di quella che un tempo era considerata solo una nicchia. Inoltre c’è da valutare un altro aspetto: il progresso tecnologico. Già Sony e Panasonic hanno annunciato che i loro prossimi sistemi AF saranno aiutati dall’Intelligenza Artificiale, senza contare che la nuova mirrorless Zeiss ZX1, la prima con Lightroom CC integrato, sembra voglia strizzare l’occhio in un prossimo futuro ad un sistema operativo come Android (anche Samsung ci provò anni fa, ma i tempi ed il mercato non erano ancora maturi e fu un fallimento..un gran peccato anche pensando a cosa potrebbe valere al giorno d’oggi un progetto simile). Inoltre, le nuove mirrorless sono sempre più intuitive e “smartphone friendly”. Per cui in fin dei conti la fotografia, sopratutto ultimamente, ad IFA ci starebbe proprio bene..anzi, la aiuterebbe a venir fuori dall’immobilismo delle ultime due/tre edizioni.

Non ci resta che aspettare maggio 2019: sarà l’anno del cambiamento, sarà l’anno in cui “o la va o la spacca”. E noi ci saremo. Speriamo anche Photokina.

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