Pubblicato da il 11 mar 2019 in Uncategorized | o commenti

e rottamiamoli certi blog

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Pascolando nei prati del web mi sono imbattuto in un sito di fotografia benedetto da una primaria marca di fotocamere.
La storia comincia così: Arianna si interroga sulla banalità in fotografia. Si chiede “ ma cosa è la banalità, come si fa a riconoscerla, visto che non esistono codifiche e regole rigorosamente tecniche che consentano di individuarla per tempo prima di scivolare nel baratro”. Mi manca il respiro se penso che qualcuno invoca l’identikit della banalità. A questa giovane risponde seccamente Wladimiro “ma allora sei tutto scemo (sì, è questo proprio il gergo di questi super/esperti da web) – Sì che sei scemo, se non sai ancora che le regole sono inventate per non essere seguite”. Interviene Annalisa, garbata e suadente, per riportare la calma in questo ambientino, che è fumante ormai da troppo tempo. La ragazza, in queste “giornate pubbliche di studio” sarà costantemente presente e propone di introdurre nella disputa due differenziali: sarebbe opportuno che l’Autore dichiari se la sua opera ha “valenza” o “valenza privata”. E ciò permetterebbe di affinare la collocazione nel campo del “banale” o, più correttamente, nel territorio della fotografia non pensata per una fruizione pubblica. Non è finita, c’è ancora Helyos con un suo secco quesito “Ditemi,la banalità è soggettiva o oggettiva?”. Credetemi, l’analisi di questo blog rivela che i partecipati alla dottissima rissa si sono disputati la platea per almeno due pienissime settimane. Uno dei più accesi bloggaroli, tale Jeipeg, ha fatto sfoggio di una superiore cultura ed ha concluso così: “… a Degas che diceva di volere scrivere poesie, Voltaire rispose “Maestro, le poesie non si fanno coi sentimenti, si fanno con le parole”. I disputanti tacquero annichiliti da cotanta Verità. E si diedero appuntamento per ricominciare a – non essere d’accordo – a tre settimane dopo. Cari miei lettori, non posso, a motivo di ragionevoli limiti di spazio, proporvi il l’intero resoconto di questa super/bloggata. E me ne dispiace. Avrei voluto citare la bloggarola Demetrah che chiede al consesso “Ed io che ne faccio delle belle fotografie della mia bimba nata tre settimane fa? Le devo definire banali o, in quanto relative al mondo della mia famiglia, le posso proporre come foto a valenza universale?”. Annalisa, gettonatissima animatrice di questo dibattito, la rassicura “Demetrah, magari queste tue foto escono dal confine del privato e assumono una valenza non banale”
Io, per mio conto, ho deciso di infiammare questo inquietante quesito proponendo alcune fotografie per le quali sarebbe auspicabile una vostra risposta tipo “sì, è più banale dell’altra – oppure – no, non è per niente banale perché ……” – Eccole:
1) il Duomo di Milano – 1 bis) il Duomo di Milano nel bar Zucca
2) il gioco della nonna – 2 bis) pallavolo in spiaggia
3) ragazza sotto la finestra ** – 3 bis) coppia in carrozzella ^^^
4) ragazza contro il muro ** – 4 bis) ragazza in auto ^^^
5) il Campanile di San Marco – 5 bis) campanile e machera
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** di Francesca Wodmann ^^^ di Vivian Maier

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