Pubblicato da il 17 giu 2020 in L'esperto risponde | 3 commenti

Ritorno all’analogico

Ritorno all’analogico

Fotoamatore di vecchia data e di vecchia scuola, volevo chiedervi cosa ne pensate del ritorno di fiamma verso la fotografia analogica. A cosa si deve? Secondo voi sarà una tendenza stabile o una moda passeggera? Non credete che qualche azienda possa rimettere in produzione una fotocamera meccanica semplice, ma di ottima qualità costruttiva?
Dino

Su questo tema e in particolare sui possibili sviluppi i pareri non sono unanimi. Tutti concordano sul fatto che l’attuale ritorno dell’analogico sia dovuto principalmente alla combinazione di due fattori: 1) la disponibilità di un incredibile numero di corpi macchina di qualità, in gran parte ancora in buone o discrete condizioni operative, reperibili a prezzi spesso irrisori. 2) il ricambio generazionale.
La prima cosa è facile da capire: milioni di reflex analogiche diffuse in tutto il mondo sono state abbandonate dall’oggi al domani, vedendo così crollare le loro quotazioni nell’usato. Non è infrequente vedere annunci per obiettivi di trenta-quaranta anni in cui il corpo macchina è dato in omaggio, che lo vogliate o no.
La transizione al digitale e il crollo delle quotazioni per i corpi macchina analogici è stato agevolato dalla totale compatibilità degli innesti più diffusi: Canon, Nikon, Pentax e Minolta (oggi Sony) hanno mantenuto inalterate le baionette e così hanno traghettato i loro clienti di tutto il mondo verso il digitale nel modo più efficace e meno traumatico possibile.
Il secondo fattore è, come dicevo, il ricambio generazionale. I ragazzi che oggi hanno diciotto-venti anni sono tutti nativi digitali, hanno grande dimestichezza con i software, ma sentono la mancanza di qualcosa di più tangibile e “meccanico” nelle loro vite. Sono loro i veri protagonisti di questo ritorno all’analogico, non i fotoamatori nati con la pellicola. Infatti, questi ultimi, se hanno sposato il digitale è raro che tornino all’analogico e se lo fanno è solo per qualche momento nostalgico. E’ molto difficile che lo facciano per i lavori seri e continuativi. Quelli più interessati all’analogico sono invece i giovani (sia maschi che femmine) che per come la vedo io rientrano in tre categorie di persone.
Possono essere ragazzi genuinamente interessati a scoprire e capire il senso e la manualità di una pratica meno verificabile e controllabile del digitale, sia per mettersi alla prova dal lato tecnico e sia per esplorare in modo diverso gli aspetti creativi. Non dimentichiamo infatti che i risultati artistici non sono mai indipendenti dal mezzo e chi sostiene il contrario è ingenuo, oppure in malafede. Questo è il gruppo che apprezzo e che incoraggio.
Oppure possono essere semplici modaioli, che cercano il vintage nei vari aspetti (abiti, capelli e accessori) finché questo “fa figo” e più nell’apparenza che nella sostanza: è il trionfo del lifestyle. Questi porteranno la macchina d’epoca al collo nelle occasioni importanti, ma scatteranno poco e con modestissimi risultati; più che altro si faranno fotografare con il loro look analogico con lo smartphone.
Su questi due gruppi fa presa la terza categoria che cavalca l’analogico. Sono fotografi / fotoamatori con una certa preparazione di base, quanto basta per riuscire a portare a casa qualche risultato presentabile. Però lo fanno con atteggiamenti a metà fra l’eroismo e il portento; semmai in bianconero, che fa più colpo; il marketing non muore mai.
Può essere che tra loro emerga anche qualche talento, ma finora ho visto solo “furbetti” che mostrano con orgoglio inquadrature banalotte, una gamma tonale da orrore e il peluzzo non ritoccato che fa tanto “verace”. Al contrario, il vero artigiano della camera oscura lavora pulito e spuntina. Questi ambiscono a diventare i nuovi leader della fotografia analogica, come autori e/o come influencer. Auguri a loro e soprattutto ai loro influenzati.
Il fenomeno crescerà ancora? Durerà? Difficile a dirsi. Forse finirà quando un numero sufficiente di persone si renderà conto dei costi dei materiali di consumo di una pratica seria e continuativa, e se arriverà a capire che un cane nel digitale resta un cane anche nell’analogico, con o senza pelucchi sulle immagini.
Se il mercato della fotografia analogica potrà essere consistente e duraturo tanto da spingere a rimettere in produzione i corpi macchina, questo sarà certamente materia di discussione nei consigli di amministrazione delle aziende della fotografia. Il vantaggio sarebbe che non c’è niente di nuovo da progettare e quindi gli investimenti sarebbero solo produttivi e forse si potrebbero recuperare anche i macchinari da qualche parte in Cina o Giappone. Che ci vuole a rimettere in produzione una Pentax K-1000? Il problema potrebbe essere quello dell’innesto, visto che ogni marca ha il proprio. Se faccio una K-1000, oltre che con la baionetta K la faccio anche con attacco M42, Nikon F, Canon (FD oppure EF?), Olympus OM, Minolta (MD oppure AF) ….?
È anche per questo che, più che la fotografia analogica, promuovo e pratico personalmente l’uso degli obiettivi d’epoca sui corpi macchina mirrorless, avendo la massima libertà di adattamento. Questa pratica fotografica ibrida comporta comunque una certa manualità, vecchio stile e una certa progettualità / studio nelle immagini. A me basta.

3 Commenti

  1. In realtà esiste uno “zoccolo duro” di fotografi che non ha mai abbandonato l’analogico, anzi ne ha continuato a sviluppare e approfondire gli aspetti e le tecniche di camera oscura, che ha ripreso l’uso del grande formato – che per inciso ha peculiarità inarrivabili dal digitale – e delle antiche tecniche e della fotografia con apparecchi a foro stenopeico. Certo, persone che non pensano a inutili confronti analogico/digitale e se ne fregano delle risoluzioni assolute. Persone generalmente molto interessanti e interessate a confrontarsi. Persone di cui l’estensore della risposta evidentemente non sa nulla.

  2. Fotografo qualche rullino ogni tanto, sia formato 135 che 120.
    Lo vedo più come una possibilità creativa in più rispetto al digitale.
    La resa tonale è diversa, così come la grana.
    Mi appassiona anche la possibilità di reperire a prezzi molto bassi materiale fotografico che negli anni ’90 avrebbe fatto la mia felicità, cercando di tornare a un tipo di fotografia più meditata, e anche di ricavarne la massima qualità in fase di trasferimento in digitale.
    Non vedo l’ora di provare la nuova ADOX 20 ISO.

  3. Da questi ragazzi certamente uscirà fuori il fotografo di talento.L’analogico è pensare,immaginare,visualizzare…di quale aspetto avrà la fotografia.

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