Pubblicato da il 4 ago 2019 in Uncategorized | o commenti

sono molto in pena …

sono molto in pena …

SONO MOLTO IN PENA

Sono molto in pena: credo proprio che moltissimi, troppi fotoamatori debbano essere ricoverati in reparti neuro/foto ospedalieri altamente specializzati. Giorno dopo giorno mi avviene di scoprire che essi, moltissimi, troppi, mossi dalla umanissima esigenza di emergere, di trovare una facile collocazione nel mondo malamente affollato della Fotografia, siano impegnati a costruire fotografie/spazzatura. Per emergere dal mucchio propongono quindi immagini da carnevale. Per realizzarle basta farsi un giretto in un mercatino dell’usato il più tamarro possibile, o un negozietto di oggetti per carnevale, rifornirsi di qualsiasi cosa di pessimo gusto, metterle insieme, e pigiare il bottone. Ed ecco, belle e pronte, delle “opere” degne di qualche mostriciattola. Accorre subito un para/critico che ne fa una presentazione demenziale di quelle che lasciano rincoglioniti.
Non voglio qui abusare della pazienza di chi mi legge e, in concreto, non avrei lo spazio enorme per darvi in pasto altre robiciattole consimili. E vi propongo, per chiarire, quattro fotografie, due delle quali di matrice manicomiale. Vediamole insieme:
La prima: firmata da Vivian Sassen, è così proposta dal redattore di una prestigiosa rivista in uno
Spazio parigino di valenza internazionale “…è un’analisi approfondita dello statuario di Versailles e costituisce una narrativa che incorpora immagini di adolescenti moderni … – Boh! Sarà certamente così, ma io di questa statua con una macchia da sala anatomica sulle spalle non ci ho capito niente.
La seconda: del geniale arlesiano Claude Martin-Raynaud, è ospite anch’essa di uno Spazio di grande prestigio. Viene così benevolmente raccontata dall’Autore “… basta dipingere di nero i vetri delle finestre di una stanza e dopo grattarne una piccola porzione per creare una zona di passaggio di luce…”.
Ecco signori, è sufficiente un barattolo di vernice nera e un raschietto e l’immagine, di superiore creatività, è bella e pronta per passare alla storia.
Le altre due: non è necessario commentarle, sono già nella storia della Fotografia.
=== Una, di Parigi porta la firma prestigiosa di Robert Doisneau. Bellissima, semplicissima e, tuttavia, odorosa di profumo umano.
=== L’altra, di Andrea Kertész, titolata ha composizione ed atmosfera assolutamente super, da grande Maestro.
E per finire, cari amici, spero che siate d’accordo con me su cosa debba farsi per fare della Fotografia/Fotografia. E se non è così, informatemi. Grazie.

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