Pubblicato da il 18 apr 2019 in Francesco C., Immagini | o commenti

Sony World Potography Awards 2019: Federico Borella è il nuovo Photographer of the Year

Sony World Potography Awards 2019: Federico Borella è il nuovo Photographer of the Year

 

La World Photography Organisation ha incoronato ieri sera, durante la serata di gala dei Sony World Photography Awards a Londra, il Photographer of the Year 2019: il titolo quest’anno è andato a Federico Borella con Five Degrees.

Shigeru Kumekawa - Corporate Executive and President of Sony Marketing Inc.

Shigeru Kumekawa – Corporate Executive and President of Sony Marketing Inc.

“Il cambiamento climatico è una tematica molto pervasiva e tuttavia così difficile da rappresentare, in parte per la sua natura così travolgente. L’aspetto che ci ha maggiormente colpito è stato l’approccio molto intelligente di Borella nel raccontare una storia sul cambiamento climatico che ha messo in primo piano con delicatezza le persone colpite – il piccolo gruppo di persone ritratto da Borella rappresenta un gruppo più vasto di persone che si sono tolte la vita o le cui vite sono state distrutte dai cambiamenti climatici. A colpirci particolarmente sono state le diverse tecniche utilizzate per raccontare questa storia: ritratti, nature morte, vedute aeree e paesaggi: un approccio a 360° che dà movimento al racconto.” ha detto Brendan Embser, Curatore editoriale di Aperture e giurato 2019.

Shigeru Kumekawa consegna il premio a Federico Borella

Shigeru Kumekawa consegna il premio a Federico Borella

Five Degress cerca di raccontare la piaga dei suicidi maschili nella comunità agricola di Tamil Nadu, nel sud dell’India, colpita dalla più grave siccità degli ultimi 140 anni. Il drammatico aumento degli agricoltori indiani che si tolgono la vita, che si stima siano 59.300 negli ultimi 30 anni, è strettamente connesso al cambiamento climatico e all’aumento delle temperature, come ha anche rilevato uno studio dell’Università di Berkeley. L’estremo gesto è dovuto al forte debito che contraggono investendo nella produzione e l’impossibilità di riuscire a saldarlo, causa raccolti danneggiati dalle condizioni climatiche avverse. Inoltre, secondo gli esperti, le temperature in India potrebbero aumentare di altri 5° (F) entro il 2050. Questa serie è stata anche premiata nella categoria Documentary.

Federico Borella

Federico Borella

Federico Borella – Italy | Photographer of the Year 2019 and 1st Place Documentary
Five Degrees

© Federico Borella, Italy

© Federico Borella, Italy

© Federico Borella, Italy

© Federico Borella, Italy

 

Non solo Federico Borella, anche Alessandro GrassaniJean-Marc Caimi e Valentina Piccinni sono stati premiati come vincitori di categoria, rispettivamente Sport e Discovery.

Alessandro Grassani ha presentato il progetto Boxing Against Violence: The Female Boxers Of Goma, incentrato sull’emancipazione femminile. Durante la preview della mostra alla Somerset House, Alessandro mi ha raccontato come è nata questa serie: “Sono arrivato a questa storia un po’ per caso, ero stato incaricato da AVSI, una ONG italiana, di andare in Congo nella regione di Goma per documentare le loro attività volte a supportare le donne che hanno subito violenze fisiche e psicologiche: soprattutto durante i periodi di conflitto, gli stupri sono stati utilizzati come vera e propria arma di guerra. Il Congo, ad ora, è considerato uno dei Paesi al mondo più pericolosi se sei una donna: una statistica di US AID ha stabilito che circa il 57% della popolazione femminile ha subito violenza. Mentre ero in queste cliniche e le ascoltavo, ho percepito la loro voglia di reagire ed emanciparsi; quindi ho deciso di trovare una storia che potesse rappresentare questo sentimento. Ho fatto delle ricerche e ho scoperto che esistono palestre di boxe dove molte donne si allenano. Mi sono quindi presentato in questi luoghi per fotografarle, ma una volta conosciutele ho deciso di non fotografarle durante gli allenamenti ma di concentrarmi su una serie di ritratti che facessero trasparire loro forte personalità: in un Paese dove la donna è considerata meno rispetto all’uomo queste donne hanno trovato il coraggio di mettersi i guantoni e difendersi. Per molte di loro la boxe è vera e propria sopravvivenza.

Alessandro Grassani

Alessandro Grassani

“Dietro le storie di queste donne ci sono delle motivazioni che le rendono dei veri e propri supereroi. Ho voluto riproporre questo immaginario, dove il supereroe viene ritratto nel momento in cui si appresta a combattere il male, così ho ricreato questa atmosfera da fiction utilizzando questa luce mentre con la loro posa le ho dato forza ed energia. Ho cercato di cogliere le loro personalità.”

Alessandro Grassani – Italy | 1st Place Sport
Boxing Against Violence: The Female Boxers Of Goma

© Alessandro Grassani, Italy

© Alessandro Grassani, Italy

© Alessandro Grassani, Italy

© Alessandro Grassani, Italy

Jean-Marc Caimi e Valentina Piccinni hanno invece portato la serie Güle Güle, progetto personale sulla città di Istanbul e i suoi contrasti: la gentrificazione, l’emarginazione delle classi più povere, l’aumento della discriminazione contro l’omosessualità, la massiccia migrazione dei rifugiati siriani e la questione della comunità curda.

Jean-Marc Caimi e Valentina Piccinni

Jean-Marc Caimi e Valentina Piccinni

“Questo è il terzo lavoro sulle città che facciamo (dopo Napoli e Roma): sono città in transizione, città in bilico, e per noi sono situazioni estremamente interessanti dove tutto accade sotto i tuoi occhi perché è in continuo cambiamento. Le nostre immagini rappresentano un puzzle, sono dei punti su quelle che sono le situazioni, le problematiche e le atmosfere che si vivono in questa città in questo momento. Il nostro lavoro è una collezione di sensazioni.” mi ha detto Valentina Piccinni. “Ognuna di queste foto riporta ad una storia, un momento che abbiamo vissuto e nel quale siamo stati coinvolti. Abbiamo deciso di evitare il classico linguaggio del reportage a favore di una narrativa aperta, che dia dei suggerimenti, che stupisca e che prenda in contropiede lo spettatore proprio come è successo a noi. Questo perché non utilizziamo un fixer sul luogo a meno che non sia strettamente necessario, per noi è fondamentale relazionarci con le persone che fotografiamo e spesso la presenza di un filtro ti fa perdere qualcosa in spontaneità.” mi ha detto Jean-Marc Caimi.

Jean-Marc Caimi & Valentina Piccinni – Italy | 1st Place Discovery
Güle Güle

© Jean-Marc Caimi e Valentina Piccinni

© Jean-Marc Caimi e Valentina Piccinni

© Jean-Marc Caimi e Valentina Piccinni

© Jean-Marc Caimi e Valentina Piccinni

 

Di seguito tutti gli altri vincitori di categoria!

 

Stephan Zirwes – Germany | 1st Place Architecture
Cut Outs – Pools 2018

In Germania, le piscine sono pubbliche. Fanno parte della vita sociale e culturale, ma soprattutto sono econimiche per cui aperte a tutti i tipi di classi sociali. Un luogo dove le persone trascorrono molto tempo, specialmente durante l’infanzia, depositarie di piacevoli ricordi.

© Stephan Zirwes

© Stephan Zirwes

© Stephan Zirwes

© Stephan Zirwes

Rebecca Fertinel – Belgium | 1st Place Brief
Ubuntu – I Am Because We Are

Nell’agosto 2015 sono stata invitata ad un matrimonio dalla mia amica Tracy. Lei fa parte della comunità congolese belga, e mi ha introdotto al concetto di “Ubuntu”: diventi veramente umano solo quando sei connesso a tutto e a tutti. In una società prettamente mutevole, Ubuntu è il desiderio di appartenere a un gruppo e mantenere un’identità collettiva. Ho cercato di catturare le sensazioni trasmesse da un evento che sembra una vera celebrazione focalizzata unicamente sulla gioia e “sull’esserci”, non sulla necessità di trovarsi in un determinato luogo.

© Rebecca Fertinel

© Rebecca Fertinel

© Rebecca Fertinel

© Rebecca Fertinel

Marinka Masséus – Netherlands | 1st Place Creative
Chosen [not] to be

Nei Paesi Bassi, le persone con sindrome di Down hanno raccolto le loro esperienze in un libro, chiamato Zwartboek (libro nero). Leggere queste storie mi ha spezzato il cuore. C’è tanta disinformazione e questa disinformazione porta a idee sbagliate e preconcetti ampiamente condivisi che influiscono profondamente sulla vita delle persone con sindrome di Down. Questa serie fa parte di Radical Beauty, un progetto fotografico internazionale che mira a dare alle persone con sindrome di Down il loro giusto posto anche nelle arti visive. Le giovani donne con cui ho lavorato hanno una forte volontà di “riuscire” per dimostrare loro stesse. Deve essere al di là frustrante essere sottovalutato tutto il tempo. Con “Chosen [not] to be” rifletto sulla loro realtà – le barriere che devono affrontare, il rifiuto della società di vedere le loro capacità, l’invisibilità del proprio vero sé – e traduco visivamente le loro esperienze.

© Marinka Masséus

© Marinka Masséus

© Marinka Masséus

© Marinka Masséus

Yan Wang Preston – United Kingdom | 1st Place Landscape
To the South of the Colourful Clouds

Queste immagini fanno parte di un progetto lungo otto anni, “Forest”, per il quale indago l’idea di ricreare foreste e ambienti “naturali” nelle nuove città cinesi. La serie descrive il “recupero dell’ecologia” nella Haidong Development Zone a Dali, nella provincia dello Yunnan in Cina. In questa provincia ogni piccola area rurale viene urbanizzata in modo sistematico per creare una sorta di “città ecologica per il tempo libero”: nella pratica, lo strato superficiale dell’intera area viene sostituito da un tipo di terreno rosso semi-artificiale che costituisce la base per la posa delle nuove piante introdotte, per la maggior parte non indigene, tra cui migliaia di alberi. Nel frattempo, una rete di plastica verde viene utilizzata per coprire tutto ciò che non è attraente alla vista, dai rifiuti di costruzione alle cave dismesse. L’obiettivo delle città si è quindi spostato dall’ecologia all’estetica.

© Yan Wang Preston

© Yan Wang Preston

© Yan Wang Preston

© Yan Wang Preston

Jasper Doest – Netherlands | 1st Place Natural World & Wildlife
Meet Bob

Bob è un fenicottero caraibico, dall’isola olandese di Curaçao. La sua vita prese una svolta drammatica quando volò contro una finestra di un albergo, lasciandolo gravemente ferito. È stato curato da Odette Doest, un veterinario locale che gestisce anche un centro di riabilitazione della fauna selvatica e un ente benefico per la conservazione: il Fundashon Dier en Onderwijs Cariben (FDOC). Le disabilità che riportò non permettevano a Bob di essere liberato, invece è diventato ambasciatore per l’FDOC che educa i locali sull’importanza di proteggere la fauna selvatica dell’isola.

© Jasper Doest

© Jasper Doest

© Jasper Doest

© Jasper Doest

Álvaro Laiz – Spain | 1st Place Portraiture
The Edge

I Chukchi, una tribù paleo-siberiana dalla parte russa dello Stretto di Bering potrebbero essere la chiave per capire se i primi americani provenissero effettivamente da territorio russo. Nella cultura Chukchi, passato, presente e futuro sono intimamente legati. Grazie alla ricerca sulla genetica delle popolazioni, ora siamo certi che i primi cacciatori Chukchi hanno lasciato la loro impronta genetica in tutti i nativi americani, quando si stabilirono per la prima volta in America. Dai Navajo ai Maya; dall’Alaska alla Terra del Fuoco. The Edge combina questa idea poetica ma potente di memoria condivisa e scienza attraverso l’analisi dei dati sulla genetica di ogni partecipante. Un viaggio visivo in cui passato e futuro si combinano, esplorando un periodo della nostra storia pieno di domande senza risposta.

© Álvaro Laiz

© Álvaro Laiz

© Álvaro Laiz

© Álvaro Laiz

Nicolas Gaspardel & Pauline Baert – France | 1st Place Still Life
Yuck

Il nostro approccio creativo è composto da antitesi. Dali si divertiva componendo opere con associazioni irrazionali di forme, immagini e oggetti; Maurizio Cattelan, nel frattempo, si concentra sulla sovversione di simboli e provocazioni. Noi siamo nel mezzo, con un punto di vista più generale che personale e il desiderio di dare alla bruttezza una bellezza artificiale. Il cibo è al centro delle nostre idee, che sono ingrandite, manipolate e rielaborate per evidenziare il nostro messaggio. Il tono pop, i colpi stretti e soprattutto i titoli sono parte integrante della nostra firma.

© Nicolas Gaspardel e Pauline Baert

© Nicolas Gaspardel e Pauline Baert

© Nicolas Gaspardel e Pauline Baert

© Nicolas Gaspardel e Pauline Baert

 

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