Pubblicato da il 6 dic 2018 in Filippo Crea | 3 commenti

Spingiamo noi il carro …

Spingiamo noi il carro …

Piano strategico di sviluppo della Fotografia in Italia – per gli anni 2018-2022
formalizzato dal Ministero dei Beni e delle attività culturali e del Turismo
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Ho appena finito di sfogliarlo:
*** Si tratta di 124 pagine in PDF ed è suddiviso in centinaia di Capitoli, Capoversi, Codicilli.
Mi limito, nell’interesse dei lettori a citare pochissimi passaggi:
== Sovvenzioni ad Associazioni Culturali no profit in Italia
== Sovvenzioni all’Editoria di settore
== Sovvenzioni per la realizzazione di Manifestazioni Culturali nel campo della fotografia in Italia
== Educazione all’immagine nelle scuole dell’infanzia e dell’istruzione primaria e secondaria
E fin qui ce ne è già abbastanza per ridere o piangere. A piacimento.
== Ben 16 (sedici) pagine sono dedicate (ciascuna con 35-40 nominativi) alla elencazione di coloro i quali (poco importa se interessati o meno da competenze specifiche) saranno chiamati a “chiacchierare” in saporite ed acculturatissime Tavole Rotonde, Seminari, e robe del genere.
== Auguri dunque alla Fotografia Italiana fintamente coinvolta in un Piano Strategico ricchissimo di astronomiche dichiarazioni di intenti, ma a livello zero in fatto di proposte concrete.
== Tutta roba buona per compiacere facili appetiti e soddisfare anemiche vanità personali.
== Rimbocchiamoci le maniche, e spingiamo a mano il carro.

3 Commenti

  1. Gentile Filippo, mi meraviglia la sua superficialità nel giudicare un lavoro che si è limitato, per sua stessa ammissione, a sfogliare.
    Prima di esprimere pareri su un lavoro portato avanti con metodo e fatica da molte persone, usi la cortesia, innanzitutto a se stesso, di comprendere per bene ciò di cui intende parlare.
    L’impressione, leggendo il suo post, è che non vedere il suo nome tra quelli che hanno contribuito alla redazione del Piano (tutti professionisti nel loro campo, se ne faccia una ragione) l’abbia toccata nel profondo.
    Dire “fintamente coinvolta” la Fotografia italiana quando si sono aperti tavoli di confronto, dibattiti (19 tappe di Mibact per la Fotografia che hanno toccato tutta l’Italia) e riunito operatori del settore in importanti manifestazioni (PFR 2017 ne è un esempio significativo) conferma la sua non conoscenza dell’argomento.
    Infine, il suo alludere a “compiacimenti di facili appetiti e vanità personali” oltre che volgare e offensivo mi ricorda molto quel modo di dire sulla volpe e l’uva…
    Su una cosa concordo con lei, però: bisogna spingerlo parecchio questo carro se è zavorrato da pensieri come quello da lei qui esposto.

    Alfredo Corrao, MiBAC

    • Entro in questo dibattito, non certo per caso, avendo partecipato ad alcuni degli incontri, avendo proposto alcune iniziative (non prese in considerazione, ma certamente di proposte più autorevoli ce ne sono state) e dopo essermi ben letto il resoconto finale.
      Fra tutto quello che è stato preso in considerazione, manca purtroppo la presa di coscienza della SITUAZIONE, senza la quale qualsiasi elucubrazione è svuotata da ogni significato.
      Quali sono i numeri reali, il fatturato, gli addetti (di tutti i comparti che ruotano attorno alla Fotografia), l’incidenza sul PIL e quant’altro possa dare un “peso” alla nostra bistrattata Fotografia.
      Possibilmente confrontati con altre realtà (Francia, Germania, Spagna, Regni Unito, USA) dove la Fotografia ha un “peso”, viene considerata, protetta, adeguatamente retribuita e promossa a livello internazionale.

      • Ne convenga Dott Corrao, se ad Arles e a Parigi la Fotografia Italiana è pari a zero o quasi, le ragioni sono ben più profonde delle 124 pagine pubblicate.