Pubblicato da il 1 mag 2018 in Paolo Namias | o commenti

Un altro fotografo morto a Kabul

Un altro fotografo morto a Kabul

E’ Shah Marai, capo fotografo di Agence France-Presse (AFP) a Kabul, ucciso in un attentato nella capitale afghana.
Lunedi è stata una giornata drammatica; due bombe hanno colpito una delle aree più sicure di Kabul, il centro fortificato della città dove hanno sede l’ambasciata americana e gli edifici del governo afghano. Due i kamikaze, il primo in motocicletta e il secondo, ironia della sorte, travestito da fotografo per colpire i soccorritori accorsi sul luogo dell’attentato.
Il secondo attentatore, secondo testimoni, è arrivato stringendo la fotocamera tra le mani, si è avvicinato a piedi ai giornalisti presenti e si è fatto saltare in aria.

Marai fotografava regolarmente i luoghi degli attentati suicidi. Qui degli abitanti osservano l’effetto di un attentato ad un centro di registrazione degli elettori il 22 aprile di quest'anno

Marai fotografava regolarmente i luoghi degli attentati suicidi. Qui degli abitanti osservano l’effetto di un attentato ad un centro di registrazione degli elettori il 22 aprile di quest’anno

Shah Marai aveva iniziato a lavorare per l’AFP di Kabul come autista nel 1995, poi dal 1998, come fotografo. Così scriveva sul suo blog nell’ottobre del 2016
“I talebani detestavano i giornalisti e mi conveniva muovermi con discrezione: sempre vestito con lo shawal kharmiz (il tradizionale camicione su pantaloni larghi), lavoravo con una piccola reflex che nascondevo in una sciarpa arrotolata intorno alla mano… Era proibito fotografare tutti gli esseri viventi, sia uomini sia animali. Era contrario alla loro concezione dell’islam.”

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