Pubblicato da il 3 apr 2019 in Enzo Dal Verme | o commenti

Vorrei ma non posso…o forse sì?

Vorrei ma non posso…o forse sì?

 

C’è un aspetto dei ritratti che viene troppo spesso ignorato ed è la valutazione di quanto sia opportuno o meno fotografare il soggetto in un certo modo.
È vero che si può giocare un po’ e che spesso i soggetti stessi si aspettano che un fotografo li trasformi in come vorrebbero apparire o in ciò che sognano di essere, ma… con che risultati?
Il rischio del ridicolo è alto.

Per realizzare le foto che vediamo su Vogue e altre riviste patinate, con il fotografo si mobilitano truccatori, parrucchieri, stylist, assistenti, location manager e chi più ne ha più ne metta. In genere si tratta dell’eccellenza sulla piazza. E, naturalmente, si fotografano le donne più belle. Donne che sono state selezionate per quel lavoro tra tante altre splendide modelle.

Molti fotografi sognano di scattare immagini simili, ma non hanno a disposizione né dei collaboratori con quella professionalità e neppure Gisele Bündchen. Cosa fanno? Chiedono alla vicina di casa che ha sempre sognato di fare la modella se possono fotografarla. Il risultato… beh, in genere non è il massimo.
Ne ho parlato brevemente durante il mio ultimo workshop e per illustrare il concetto ho poi fatto avere ai miei studenti i link per vedere le foto di Celeste Barber e un video di Yolanda Domínguez.

Celeste Barber è una comica australiana che ha conquistato la popolarità sul web grazie alle sue parodie. Sono immagini ironiche e divertenti nelle quali lei posa come le top model o le celebrità senza, però, averne le stesse caratteristiche. Il suo intento è sottolineare la differenza tra quel mondo costruito da professionisti e la realtà delle persone comuni.

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Yolanda Domínguez, invece, è un’artista spagnola che esplora gli stereotipi della nostra società e il consumismo usando spesso ironia e decontestualizzazione. Una delle sue opere è un video, Poses, nel quale alcune persone comuni assumono in luoghi pubblici le pose copiate dalle riviste di moda. Il risultato è esilarante e… fa riflettere.

Se non abbiamo a disposizione le risorse per una produzione come quelle di un’importante rivista di moda, non siamo obbligati a imitare la stessa impostazione. Ricordiamoci del video di Yolanda Domínguez o delle foto di Celeste Barber e cerchiamo di evitare quell’effetto.
Possiamo fare affidamento su quello che abbiamo e non serve necessariamente una grande attrezzatura o il sostegno di una troupe di super professionisti per scattare una bella immagine.

Guardate questo ritratto scattato da Gian Paolo Zoboli (un mio studente): ha una composizione bilanciata, una bella illuminazione, un impatto forte e gradevole e, soprattutto, il soggetto è reale. Questa ragazza non è fasciata in una tuta leopardata, non pretende di essere una top model. Il ritratto è un po’ intimo, fa intuire lo stato d’animo del soggetto ed è esteticamente armonioso.
Chissà, forse Gian Paolo per arrivare a questo risultato semplice e d’impatto in passato ha anche scattato qualche tuta leopardata? Non me lo ha mai detto e… forse non tutti passano di lì.

Elena - Gian Paolo Zoboli

Elena – Gian Paolo Zoboli

 

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